Islanda sud – occidentale

ISLANDA SUD OCCIDENTALE- Una tappa dalla cascata di Seljalandsfoss, passando per Skogafoss per arrivare alla stupenda spiaggia nera di Vik.

Dopo aver visitato il primo giorno il Circolo d’oro (che tipicamente è la prima cosa che si visita nel proprio viaggio in Islanda appena usciti da Reykjavik) ed essere arrivati la sera a Selfoss, ed esserci goduti dopocena il bellissimo fiume caldo  il secondo giorno abbiamo proseguito il nostro giro del paese continuando a percorrere la Ring Road in senso antiorario, visitando la cascata di Seljalandsfoss, di Skogafoss fino alla spiaggia nera di Vik, vicino alla quale ci siamo fermati per dormire.

Anche questa parte dell’Islanda è molto famosa per via delle sue magnifiche cascate e questo, oltre al fatto che chi ha a disposizione pochi giorni si concentra unicamente sulla parte sud dell’isola, la rende una zona molto affollata e piena di turisti.

Nonostante ciò si rimane incantati davanti alla grandezza e magnificenza di questi posti!

L’Islanda sud – occidentale - la nostra tappa

L’Islanda sud – occidentale – la nostra tappa

CASCATA DI SELJALANDSFOSS

Partendo da Selfoss di mattina presto, e percorrendo la ring road, ci troviamo sulla strada dopo circa 70 km la bellissima cascata di Seljalandsfoss.

Questa cascata, visibile già da lontano lungo la strada, è forse una delle più famose, non solo per via della sua bellezza ed altezza (60 metri), ma credo soprattutto per il fatto che è una delle poche cascate in cui si può con un sentiero attraversarla dietro e poterla fotografare letteralmente da ogni angolazione possibile!

L’Islanda sud – occidentale - cascata di Seljalandsfoss

L’Islanda sud – occidentale – cascata di Seljalandsfoss

Il sentiero per arrivarci è facile, ma sdrucciolevole ed esposto all’acqua (ci si fa una doccia completa, necessario il k-way!) quindi attenti ad andarci con le Reflex in mano solo se coperte da antipioggia adeguati!

Sulla sinistra della cascata parte un breve sentiero di 700 metri che porta alla cascata Gljúfurárfoss, una cascata più nascosta dentro un canyon, quindi meno visibile dalla strada, che, a differenza di Seljalandsfoss, è quasi del tutto snobbata erroneamente dalle persone, forse perché molti sono con bus e tour accompagnati e non hanno abbastanza tempo per visitarla.

Se voi riuscite a ritagliarvi una mezzoretta aggiuntiva, vi consiglio davvero di andare a vederla, poiché davvero “magica” e imponente! Anche qui per entrare nella gola e visitarla, dovrete coprirvi bene per via dell’acqua che vi si verserà addosso!

Informazioni Utili: GPS Coord: 63° 36′ 56.68″ N, 19° 59′ 23.65″ W

La visita a noi ci ha preso circa un’ora e mezza, poiché ci siamo fermati a fare molte foto e abbiamo anche visitato la cascata di Gljúfurárfoss lì di fianco. Ovviamente se avete meno tempo, in 15-30 minuti riuscirete comunque a fare tutto. Bagni al parcheggio molto puliti, chiosco dove prendere un the o caffe caldo, che vi assicuro abbiamo apprezzato tantissimo!

L’Islanda sud – occidentale - cascata di Gljúfurárfoss

L’Islanda sud – occidentale – cascata di Gljúfurárfoss

CASCATA DI SKOGAFOSS

Proseguendo il nostro percorso lungo la ring road, dopo altri 30 km si arriva minuscolo insediamento di Skogar e alla cascata di Skogafoss, probabilmente la più grande rivale di Gullfoss (qui il link al post), la cascata più famosa d’Islanda, vista da noi il primo giorno.

Questa cascata ha un’altezza di 65 metri come Seljalandsfoss, ma la sua larghezza di oltre 25 metri la rende davvero imponente e potente: non ci si riesce neanche ad avvicinare troppo perché già a molta distanza si viene sommersi dall’acqua per via della potenza con cui cade!

L’Islanda sud – occidentale - cascata di Skogafoss

L’Islanda sud – occidentale – cascata di Skogafoss

Sulla destra della cascata c’è una scalinata di oltre 700 gradini che porta in cima alla cascata (per me è stata un bel po’ faticosa da fare… sono proprio una pappamolle… ma poi vista mozzafiato garantita).

In cima alla scalinata oltre alla vista mozzafiato parte un percorso a piedi lungo tutto l’altopiano: se avete tempo a disposizione è da consigliare. Una raccomandazione: in alto lungo il sentiero tirava un vento davvero freddo, tanto che siamo dovuti scendere giù dopo poco per via del freddo: quindi se salite copritevi bene e andateci preparati!

Informazioni Utili: GPS Coord: 63° 31′ 55.56″ N, 19° 30′ 39.6″ W

Bagni liberi presenti anche se non molto puliti. C’è un cafè in cui poter andare a bere o mangiare qualcosa, ma noi abbiamo desistito dopo aver visto i prezzi….

Skogafoss Waterfall – sopra la scalinata

Skogafoss Waterfall

IL RELITTO DELL’AEROPLANO SULLA SPIAGGIA DI SÓLHEIMASANDUR

Come avevo già scritto nel primo post sull’Islanda, purtroppo avendo solo 12 giorni a disposizione non è stato possibile fermarsi a vedere tutto ciò che si avrebbe voluto, poiché aimè il tempo è tiranno. Questa spiaggia è uno di quei posti che purtroppo e a malincuore non abbiamo visto, ma che ci siamo ripromessi di visitare la prossima volta che ritorneremo.

Il 24 novembre del 1973 un aereo della US Navy fu costretto ad un atterraggio di emergenza sulla sperduta spiaggia di Sólheimasandur. Tutto l’equipaggio sopravvisse all’impatto e riuscì a mettersi in salvo, ma l’aereo venne abbandonato sul posto.

Oggi la sua carcassa è ancora lì dove si schiantò 40 anni fa ed è diventata una meta di appassionati e di aspiranti fotografi, poiché ovviamente il luogo è molto suggestivo e affascinante e le foto sono molto d’impatto!

Informazioni Utili:  Leggendo su internet, sembra difficile da raggiunge: si trova letteralmente in mezzo al nulla, a circa 3 km dalla Hringvegur (stando alle informazioni fornite da Google Maps) che quindi richiedono o due ore abbondanti di cammino o una quindicina di minuti col fuoristrada, sempre non ci si perda nel frattempo: assolutamente sconsigliato arrivarci in auto se non si ha una 4×4! Su questo sito è descritto molto bene come arrivare alla spiaggia senza perdersi: http://expertvagabond.com/airplane-crash-wreckage-iceland/

SÓLHEIMASANDUR plane crack - Foto presa da Internet

SÓLHEIMASANDUR plane crack – Foto presa da Internet

PROMONTORIO DI DYRHOLAEY

Proseguendo ancora lungo la ring road verso Vik, una piccola deviazione di 6 km circa sulla destra sulla strada 218 porta al maestoso promontorio di Dyrhólaey, uno dei luoghi più belli e interessanti della costa sud dell’Islanda.

Con la sua altezza di 120 metri, permette di avere una vista magnifica sia sulla spiaggia nera di Vik sia sul famoso doppio arco di lava nera e sui due faraglioni lì vicino. Nel promontorio è presente anche un faro, visitabile a piedi dal parcheggio.

Purtroppo noi siamo arrivati in questo promontorio con un tempo davvero orrendo, pioggia e vento fortissimo, che non ci ha neanche permesso di scendere dalla macchina: siamo stati in grado di vedere questo magnifico posto solo da dentro la Jeep, che nel frattempo veniva shakerata dal vento come se fosse scossa da Godzilla nel suo film!

Informazioni Utili: GPS Coord: N63° 24′ 25.168″ W19° 7′ 16.344″. prendere la 218 che si trova sulla destra della ring road.

SPIAGGIA DI REYNISFJARA

L’ultima tappa è stata la famosa spiaggia nera di Reynisfjara, poco prima di Vik, sulla strada 215.

Questa spiaggia bellissima merita senz’altro una visita, per via del panorama imperdibile che si ha, dominato a sinistra da faraglioni svettanti e da una nera scogliera in basalto colonnare, simile alla Giant’s Causeway irlandese, e a destra l’arco naturale di Dyrhólaey, che con la sua imponenza rende ancora più suggestivo il panorama.

La splendida architettura, composta da colonne a base esagonale di spessore pressoché identico ma di diversa altezza, è dovuta a un rapido raffreddamento della lava venuta a contatto con l’acqua e rimanda molto a paesaggi del fantasy! Una foto su queste colonne di basalto facendo finta di essere seduti sul trono di spade è d’obbligo!

In teoria in questa spiaggia ci sono moltissime pulcinelle di mare. Noi non le abbiamo viste, se non a molta distanza… in compenso abbiamo visto una foca nuotare tra le onde agitate del mare!

Questo posto è stupendo, e se riuscirete a dedicargli un po’ di tempo, tra un pulman e l’altro di turisti all’arrembaggio, potrete anche viverla in solitudine senza nessuno intorno.

Informazioni Utili: GPS Coord: N63° 24′ 10.512″ W19° 2′ 36.422″.

L’Islanda sud – occidentale - spiaggia nera di Reynisfjara

L’Islanda sud – occidentale – spiaggia nera di Reynisfjara

Guesthpuse Reynir

Guesthpuse Reynir

La tappa finale come avevo scritto è stato il paesino di Vik, in cui abbiamo soggiornato alla Guesthouse Reynir – guesthouse senza infamia e senza lode: un container di metallo con all’interno stanze senza bagno molto pulite, docce pulitissime con vetrate sulla spiaggia nera, cucina non stupenda ma comunque attrezzata e per finire la signora della guesthouse che ti accoglie mentre sferruzza amorevolmente un tipico maglione di lana islandese o un cappello che poi puoi comprare!

Il posto non è niente di che, ma tenete conto che in zona ci sono pochissimi alloggi dove andare, non avevamo altre scelte..

Questa tappa è stata bella impegnativa, una giornata intera basta a malapena per vedere queste meraviglie, tanto è che la spiaggia nera di Vik l’abbiamo vista la mattina dopo, sia perchè ormai eravamo stanchi , sia perche il taro pomeriggio aveva iniziato a piovere e tirare vento e quindi abbiamo preferito rimandare alla mattina dopo.

Cosi la sera siamo rimasti nella Guesthouse a riposarci, per essere cosi pronti per la tappa successiva, l’Islanda sud- orientale, la parte dei ghiacciai, fino ad arrivare a Höfn.

Se vuoi leggere tutti gli altri miei post sull’Islanda clicca qui!

 


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