Expo - la mia personate guida... cap. 3

Ieri sera sono tornata all’Expo con un altro biglietto serale… e la frase che più racchiude la serata di ieri sera è:

LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CHE ENTRATE…

ecco, questa frase dantesca racchiude benissimo quello che ho provato durante tutta la sera mentre cercavo di girare per i padiglioni

La cosa positiva: da fine agosto, il serale inizia non più alle 19 ma alle 18, quindi si ha a disposizione ben un’ora in più da spendere…. in coda!

Ebbene, dopo aver trascorso una giornata intera in expo a maggio (qui il resoconto) in cui pensavo di essere stata sfortunata per la gente, e dopo essere venuta di sera a fine luglio (ecco l’altro resoconto) in cui effettivamente c’era un po’ di gente… dopo quello che ho visto ieri sera mi sono ricreduta sulle prime due volte in cui col senno di poi posso dire che non c’era troppa gente.

Ma come dice ogni tanto il  mio papà… al peggio non c’è mai limite… e ieri l’ho toccato con mano!

E cosi ecco che ieri sera, un anonimo mercoledì di metà settembre in cui non ci sono ancora le scolaresche visto che le scuole sono iniziate da pochissimo e non sono stati ancora in grado di organizzarsi per le temutissime gite, mi sono ritrovata in mezzo ad una marea di gente che ha avuto la mia stessa brillante idea!

Cosa ho visto? praticamente solo il Padiglione Zero che comunque va detto che merita ed è davvero bello e a cui do un bel 9.5 come voto!!

Il padiglione zero

Il padiglione zero

Questo padiglione funge da introduzione al tema dell’intera esposizione. Sulla grande facciata principale si legge il motto in latino che dice Divinus halitus terrae, ovvero Il respiro divino della terra.

Il Padiglione propone un racconto che parte dalla memoria dell’umanità, percorre l’evoluzione del suo rapporto con la Natura (dall’azione di addomesticare il mondo animale e vegetale all’invenzione degli strumenti della lavorazione e della conservazione) e arriva fino alle forti contraddizioni dell’alimentazione contemporanea.

L’allestimento della prima sala mia ha lasciata a bocca aperta: appena si entra infatti si ha davanti subito l’Archivio della Memoria, un grande archivio di legno somigliante alla struttura di un’antica biblioteca, che sembra erompere dalla terra, munita di tanti cassetti, come a rappresentare la memoria conservata dei rituali e delle usanze alimentari che si sono susseguite nei millenni.

Bello bello bello!

Poi cos’altro ho visto? ho visto code immense al padiglione del Giappone (110 minuti di coda stimati), code lunghissime davanti alla Germania, file improponibili al Kazakistan.

Code, code code ovunque! Ci sono proprio rimasta male!

Meno male che poi dalle 21 con cadenza ogni mezz’ora inizia lo spettacolo dell’albero della vita, che almeno ti mette in pace con il mondo e con il caos enorme dei padiglioni!

almeno per questa foto non abbiamo fatto la coda!

almeno per questa foto non abbiamo fatto la coda!

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