Lucca e Pistoia: 3 giorni alla loro scoperta

Daniela ci porta alla scoperta di Lucca e Pistoia, piccole ma deliziose cittadine toscane da visitare in un week end!

Io e Elvio , quasi ogni anno, ci concediamo qualche giorno di vacanza tra il primo dell’anno e la Befana, preferibilmente in Italia: siamo infatti arrivati alla conclusione che si possono visitare tante località, soprattutto cittadine di provincia meritevoli di essere conosciute e visitate a piedi in pochi giorni, senza necessariamente andare all’estero.

Pertanto quest’anno abbiamo deciso, con i nostri soliti  compagni di viaggio, di visitare Lucca e Pistoia, quest’ultima inserita dalla Lonely Planet tra le 10 città al mondo da visitare nel 2017.

Ci siamo concessi cosi un viaggio di due notti e tre giorni, dal 3  al 5 gennaio, sufficienti per visitare bene le due cittadine. Unica nota negativa è stata la pioggia che ci ha allegramente accompagnato per tutta la vacanza….

Mercoledì 3 gennaio:  Lucca

Partendo comodamente in macchina da Roma, siamo arrivati in mattinata a Lucca all’albergo S. Martino, un hotel 3 stelle  con un’ottima posizione all’interno delle mura, a pochi passi dalla Cattedrale S. Martino e da Piazza Napoleone. L’albergo è accogliente, la connessione a internet è buona e gratuita, le stanze pulite e ben arredate anche se in modo molto semplice, ma ogni stanza ha un nome…..quella dove abbiamo dormito io e Elvio si chiama “ la bersagliera”, quelle dei nostri amici “la Carlaccia” e l’altra  “Frida”. Sapete perché? L’albergo è stato ricavato da una storica “casa del piacere” degli anni 50 e le stanze prendevano il nome dalle “ occupanti”. La colazione è sia salata che dolce, con tante proposte diverse ogni giorno, il personale molto gentile e disponibile, e abbiamo speso circa 100 euro a notte colazione compresa.

Il tempo di posare la valigia e siamo andati subito a visitare il Duomo di Lucca, ovvero la Cattedrale di S. Martino, proprio quel Santo che divise il suo mantello in pieno inverno con un povero: si può ammirare la statua sulla facciata policroma del Duomo (l’originale è posto all’interno). Caratteristica del Duomo è l’asimmetria del lato destro della facciata che si è dovuta adattare alla torre campanaria costruita in precedenza. L’interno è a croce latina con tre navate e transetto, e conserva due splendide opere d’arte: il monumento funebre di Ilaria del Carretto, moglie del signore di Lucca, Paolo Guinigi, morta molto giovane di parto, realizzato da Jacopo della Quercia, veramente bello, momentaneamente sistemato in sacrestia per i lavori di restauro del transetto e l’antico Crocifisso del Volto Santo, che rappresenterebbe il vero volto di Cristo scolpito, secondo la leggenda, da Nicodemo, aiutato dalla grazia di Dio per tramandare la vera fisionomia del Cristo, molto suggestivo. Prima di andar via osservate sul muro della facciata esterna a destra un labirinto scolpito, si rifà al mito di Arianna e Teseo che sta a testimoniare il cammino interno che si fa per cercare la via della redenzione. Se viaggiate in inverno, come noi, copritevi bene…..il Duomo è freddissimo e umidissimo. Tutte le chiese a Lucca sono a pagamento, noi abbiamo pagato l’ingresso al duomo 7 euro, avremmo pagato 5 euro insieme con la visita al Museo del Duomo e dei Santi Giovanni e Reparata, ma non avevamo molto tempo a disposizione.

Abbiamo poi attraversato piazza Napoleone ,la piazza più grande di Lucca. Prende il nome da Elisa Bonaparte, la sorella di Napoleone, che governò dal 1806 il principato di Lucca. Al centro doveva esserci una grande statua di Napoleone, abbattuta però alla caduta dell’imperatore e sostituita da una di Maria Luisa di Borbone, scelta come reggente del nuovo ducato di Toscana. La piazza è molto grande ma non mi è piaciuta in modo particolare, c’erano varie bancarelle e una pista di ghiaccio molto frequentata.

Passeggiando per il centro storico siamo arrivati alla chiesa di S. Michele, stile gotico romanico situata nell’omonima piazza, dove un tempo sorgeva il foro romano. La facciata è altissima, si eleva quattro metri sopra al tetto e in cima spicca un San Michele Arcangelo nell’atto di uccidere il drago. Secondo la leggenda in un dito della statua è stato infilato uno smeraldo che, di notte, brilla. Per la verità noi non lo abbiamo visto….sarà perché pioveva? la piazza è il vero centro di Lucca, sono presenti Palazzo Gigli e Palazzo Pretorio o Palazzo del Podestà dove vengono allestiti vari eventi nell’arco dell’anno.

Abbiamo resistito alla tentazione di sederci per una bevanda calda e, percorrendo via Fillungo, strada di passeggio e di shopping, siamo arrivati alla chiesa di San Frediano. Frediano, irlandese, Vescovo di Lucca, nella prima metà del VI secolo fece costruire in questo luogo una chiesa dedicata a S. Vincenzo ,vescovo e martire e ,quando morì, fu sepolto lì. La nostra determinazione è stata premiata, è uno dei luoghi più antichi di Lucca, meraviglioso il mosaico sulla facciata e bellissimo il fonte battesimale all’interno.

Stanchi, umidi e infreddoliti ci siamo rifugiati in uno dei tanti bar situati su via Fillungo, lì abbiamo bevuto dell’ottimo tè accompagnato dal buccellato, ciambella tipica lucchese con uvetta e anice, talmente tipica che c’è un motto che dice “ chi viene a Lucca e non mangia il buccellato è come se non ci fosse mai stato”

Cena al ristorante “al Corso” a via Corso Garibaldi 139 in pieno centro storico, non siamo rimasti molto soddisfatti, per la verità, un bel locale, molto curato nei particolari ,piatti molto ricercati, serviti con cura e ricerca dei particolari, ma il servizio è stato molto lento e poi noi cercavamo un ristorante tipico con piatti tipici, comunque abbiamo speso circa 47 euro a coppia per un primo, dolce e bibite.


Giovedi 4 gennaio : Pistoia

Partenza per Pistoia con un treno locale (11 euro circa a/r). Volevamo visitare Pistoia, insignita della nomina a città della cultura per il 2017, devo dire che la cittadina non ci ha delusi, è stata una piacevole scoperta.

Obbligatoria la visita a piazza del Duomo che accoglie il Palazzo Pretorio, il Battistero e la Cattedrale di San Zeno, ma non voglio soffermarmi su questi edifici, pur veramente notevoli. Piuttosto voglio mettere in evidenza la Pieve di S. Andrea con il magnifico pulpito di Giovanni Pisano, un vero capolavoro dell’arte gotica, assolutamente da visitare anche per chi non è un abituale visitatore di luoghi sacri.

Pistoia – piazza del Duomo

Un’altra chicca di Pistoia è l’ospedale del Ceppo, da cui si accede per il tour di Pistoia Sotterranea .Secondo la leggenda l‘ospedale prende il nome da un ceppo fiorito miracolosamente in pieno inverno che, secondo le indicazioni della Madonna, mostrò ai coniugi Antimo e Bendinella il luogo dove fondare l’ospedale.  E’ stato attivo fino al 2013, era l’antico istituto di cura e di assistenza per i malati.  Presenta una splendida facciata con fregi molto colorati di terracotta invetriata, che li rende appunto così lucidi e i tondi di Giovanni della Robbia. Dall’interno dell’ospedale parte il percorso sotterraneo lungo 650 metri, che percorre l’antico alveo del torrente Brana. Si possono ammirare le costruzioni di Pistoia antica come un ponte romano e due mulini, visita molto interessante, da raccomandare (costo circa 8 euro a persona).

Pistoia – iazza degli Ortaggi

Molto caratteristiche e sede di movida serale sono anche due famosa “piazzette”: Piazza della Sala, sede attuale del mercato con alcune storiche sculture, come il Pozzo del Leoncino, e Piazza degli Ortaggi, nota anche come piazza del pesce a due passi dalla precedente, molto piccola ma piena di locali che, sicuramente, la sera si animano di giovani. Caratteristica della piazza è un gruppo scultoreo in bronzo di Roberto Barni che raffigura tre uomini bendati che si dirigono in tre direzioni diverse, ognuno di loro regge una lampada ad olio, dal significato di eterna e spesso infruttuosa ricerca di se stessi nell’oscurità del mondo. Noi ,veramente, ci siamo semplicemente fatte la foto senza troppi problemi escatologici….

Completamente diverso il locale, dove siamo andati a mangiare al ritorno da Pistoia, la seconda e ultima sera a Lucca, trattoria da Leo dei fratelli Buralli via Tegrimi 1. Il locale è arredato in maniera molto spartana, tovaglia di carta, tavoli molto vicini tra loro, ma abbiamo potuto assaggiare alcune pietanze tipiche lucchesi: la minestra di farro lucchese con farro cipolla e fagioli, la garmugia lucchese con carciofi, fave, fagioli, cipolle e pezzetti di carne fritti, una cosa seria insomma…buonissimi anche i dolci ,un primo ,un secondo e il dolce 46 euro a coppia


Venerdì 5 gennaio: Lucca

Passeggiando sempre lungo via Fillungo siamo arrivati alla piazza più bella di Lucca secondo me, piazza dell’Anfiteatro, dalla caratteristica forma ellittica e dalla struttura chiusa, costruita, a partire dal 1830 dall’architetto Nottolini, sull’antico tracciato dell’anfiteatro romano. Per secoli la piazza ha ospitato depositi di sale, polveriere, carceri……poi fu tutto distrutto per darle l’attuale fisionomia di salotto ricco di bar, negozi e ristoranti. Eravamo già passati la sera precedente e ci aveva conquistato per l’atmosfera natalizia, ma è molto bella anche di giorno.

Lucca – Torre Guinigi

Lì vicino c’è la Torre del Guinigi, alta 45 metri e con più di 230 scalini, che noi abbiamo affrontato con un po’ di preoccupazione: invece la salita si fa abbastanza comodamente, solo l’ultima parte è un po’ impegnativa perché le scale sono molto strette ,ma ne vale la pena. Arrivati in cima il panorama è veramente stupendo, anche se pioveva…..caratteristico è il giardino pensile, molto antico. I Guinigi, divenuti nel quattordicesimo secolo i dominatori della città, scelsero sette lecci per simboleggiare la rinascita della città sotto la loro signoria.

Ancora più alta è la torre delle ore per il momento però non visitabile.

Usciti dalla torre sinceramente eravamo stanchi di girare per la strada con l’ombrello aperto, quindi abbiamo deciso di visitare il Puccini Museum, ovvero la casa natale di Puccini, situata in Corte San Lorenzo 8.  Devo dire che è stata una piacevolissima sorpresa, nella casa museo sono presenti arredi originali, preziosi oggetti appartenuti al musicista, molte lettere di Giacomo Puccini scritte da lui, quadri, fotografie copie di lavoro e bozze dei libretti. All’interno della casa museo ci sono molti costumi originali appartenenti alle protagoniste delle varie opere. Ma due sono i pezzi forti, il costume di Turandot realizzato secondo il bozzetto di Umberto Brunelleschi indossato dal soprano Maria Jeritza per la prima rappresentazione dell’opera al Metropolitan Opera House di New York nel 1926 e il pianoforte Steinway & Sons acquistato da Puccini nel 1901. È il pianoforte più importante tra tutti quelli posseduti da Puccini, soprattutto per la qualità del legno, su questo pianoforte Puccini ha composto molte delle sue opere, ma soprattutto l’ultima la Turandot.

Lucca – Puccini Museum

Non potevamo andare via senza fare una passeggiata breve, vista la pioggia, lungo le mura di Lucca, quattro chilometri di lunghezza e 30 metri di larghezza, ottime per fare passeggiate e footing, ricche di locali che, in estate, saranno sicuramente molto frequentati. Le mura sono l’unico esempio di mura difensive, costruite tra il 1504 e il 1645 da Alessandro Farnese, arrivate intatte fino ai nostri giorni. Non sono mai servite per difendere la città di Lucca da eventuali assedi , ma sono state utili per difendere il centro storico dalla piena del fiume Serchio nel novembre 1812.

In serata, facciamo poi ritorno verso Roma.

Devo dire che, nonostante la pioggia, questi 3 giorni mi hanno permesso di scoprire due cittadine che, pur non essendo tra le città più famose e turistiche del nostro paese, è comunque piacevole visitare. Ve le consiglio!

Daniela


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  1. andrea says:

    ciao eleonaora, volevo fare il weekend di pasqua a lucca e pistoia che ho visto hai già visitato?ti volevo chiedere come imposteresti il weekend:considera che arriveremo a pisa aeroporto il venerdi e il lunedi abbiamo il volo di ritorno,quindi 3 notti, conviene prenotare in una città? o cambiare hotel? vista la vicinanza mi conviene spostarmi in treno?grazie andrea

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