Seoul in una settimana: cosa vedere e che itinerario fare

Seoul in una settimana: cosa vedere, che itinerario fare? Questa è una delle domande che mi sono posta più spesso mentre pianificavo il mio Viaggio in Corea. Nel nostro viaggio in Corea metà dell’itinerario è stato dedicato a visitare Seoul, città enorme in cui è difficile capire cosa vedere e quando.

Seoul in una settimana: cosa vedere, che itinerario fare? Questa è una delle domande che mi sono posta più spesso mentre pianificavo il mio Viaggio in Corea. Nel nostro viaggio in Corea metà dell’itinerario è stato dedicato a visitare Seoul, città enorme in cui è difficile capire cosa vedere e quando.

Abbiamo dedicato i primi 5 giorni a Seoul, per poi spostarci a visitare le altre città del nostro itinerario, Busan e Gyeongju, e poi tornare a Seoul il giorno prima della nostra partenza per poter cosi trascorrere l’ultimo giorno e mezzo nella capitale coreana.

Ecco alcune nostre riflessioni e consigli di itinerario se hai tempo di visitare Seoul in una settimana:


Dove dormire:

Seoul Insa dong – uno dei bellissimi locali del quartiere

Abbiamo deciso di alloggiare entrambe le volte nel quartiere di Insa-dong, quartiere che consiglio vivamente sia perché è ottimamente collegato con bus e metropolitane al resto della città, sia perché ha luoghi interessanti da visitare raggiungibili a piedi (il Gwangjang Market, il palazzo Changdeokgung, e la zona di Myeong Dong ad esempio), ma soprattutto perché è una zona molto viva e piena di cafe, ristoranti e locali dove andare la sera.

Per le prime 4 notti abbiamo soggiornato al Top Hotel & Residence, una soluzione molto spartana ma ottimale, economica e pulita. Nella camera, seppur minuscola, avevamo anche la lavatrice e un mini cucinino con frigorifero e piastra. Rispetto a tutti gli hotel avuti dopo, devo dire che è stata la scelta migliore, soprattutto per il rapporto qualità prezzo. Abbiamo speso infatti in totale 290 euro per 4 notti. Unica nota negativa: non aspettatevi una grande vista, perchè l’affaccio della finestra da su dei muri).

L’ultima notte a Seoul invece l’abbiamo passata in un hotel lì vicino, l’Ibis Ambassador Insadong, che non vi consiglio assolutamente perché aveva camere davvero vetuste, con moquette, e prezzi alti per lo standard della camera e della pulizia. Abbiamo speso per una sola nott1 110€ e non li valeva assolutamente.

In tutti i nostri pernottamenti non abbiamo mai inserito la colazione, poiché, come fatto nel nostro viaggio in Giappone dell’anno precedente, compravamo ogni sera al convenience store il cibo per la colazione e facevamo colazione in camera: latte in frigo, nescafe e thè portati dall’Italia, qualcosa di dolce per me e Leonardo, mentre per Fulvio l’immancabile colazione con gli Onigiri salati. È un ottimo modo per risparmiare qualcosa, poiché le colazioni in hotel costano solitamente cifre abbastanza alte.


Come spostarsi a Seoul:

Come già scritto nel post con le informazioni utili per un viaggio in Corea, è fondamentale acquistare una T-Money card ricaricabile che permette di prendere tutti i mezzi pubblici della città (in verità la scheda vale in tutto il paese, e l’abbiamo usata anche a Busan). Per girare sui mezzi, scaricatevi Naver Map che è il corrispottivo coreano di Google maps e vi aiuterà tantissimo negli spostamenti a capire che linee prendere, dove scendere, che strade fare… insomma senza quest’app saremmo stati letteralmente persi!

Tenete conto che anche i taxi sono estremamente convenienti ed economici, e comodi da prendere grazie all’app Kakao T, su cui prenotate il taxi e vedete già la tariffa da pagare. Abituata alle tariffe di Milano, i taxi coreani sono super mega economici, tenetene conto nei vostri spostamenti!


COSA VEDERE:

Ecco quello che abbiamo deciso di vedere noi a Seoul in una settimana, tenendo conto anche del meteo (poco clemente purtroppo) e cercando di dividere le attività in base alle zone della città, per evitare di fare le palline da ping pong andando a dx e sx senza senso.

Vi lascio qui di seguito come abbiamo organizzato le nostre giornate e cosa abbiamo visto:

Giorno 1 – Bukchon Hanok Village e Gwangjang Market

Bukchon Hanok Village

Il primo giorno siamo atterrati all’ora di pranzo e, prese le valige e passata la dogana, abbiamo preso un taxi per l’hotel. Una volta fatto il check in e lasciate le valige, abbiamo preso la metro e siamo andati al quartiere di Bukchon Hanok Village, un villaggio di case hanok di oltre 6 secoli che si trova su una collina tra i palazzi di Gyeongbokgung e Changdeokgung.

Le case hanok sono tipiche case coreane di legno, pietra, terra e carta di riso, dove si dorme per terra sul pavimento riscaldato: noi abbiamo provato l’esperienza dell’hanok la notte in cui abbiamo dormito a Gyeongju, ve lo racconterò nel prossimo post!

Il Bukchon Hanok Village è un villaggio ancora abitato dai residenti, e per questo camminando per le sue viettine si trovano dei volontari con la pettorina gialla che invitano a fare silenzio e rispettare il luogo residenziale mentre si visita.

Questo villaggio mi è piaciuto, anche perché in alcuni suoi punti si vede il contrasto tra le sue vie di case antiche e i grattacieli della Seoul Moderna in fondo (il punto della foto è 53 Bukchon-ro 11-gil, Jongno-gu, Seoul – se volete cercarlo su Naver Map).

seoul in una settimana

Bukchon Hanok Village

Riprendiamo poi la metro e ci spostiamo al famoso Gwangjang Market, mercato aperto nel 1905 che ha al suo interno oltre 5.000 venditori. Al suo interno si trova anche lo stand della famosa Cho Yonsoon, la “Netflix Aunty” della serie Netflix, che prepara noodles e mandu, i ravioli tipici coreani.

Camminare per questo mercato coperto è davvero una gioia, perché vedi tantissimi locali che vendono cibi davvero strani e diversi da quelli a cui siamo abituati noi. Proviamo dei pancake ai frutti di mare e cipolle, famossisimi in corea, buonissimi (e untissimi) e vorremmo tanto fermarci e sederci in uno del localini per cenare, ma è davvero molto incasinato e con due bambini non ce la sentiamo, e poi inizia  farsi sentire la stanchezza del volo intercontinentale e del fuso, quindi decidiamo di cercare un ristorante fuori più tranquillo e poi andare a nanna.

Vi consiglio comunque di andarci durante il giorno, perché la sera dopo una certa ora iniziano a chiudere, e nelle ore diurne c’è sicuramente più fermento.

Seoul in una settimana

Gwangjang Market

GIORNO 2: – GANGNAM

Bongeunsa temple

Oggi purtroppo siamo abbastanza sfortunati col meteo perché è tutto grigio e mette anche pioggia da pranzo in poi.

Decidiamo di dedicarci al quartiere di Gangnam, reso famoso in tutto il mondo per via della canzone Gangnam Style.

Arrivati in questo quartiere, considerato il più posh e in della città, andiamo subito a visitare il Bongeunsa temple, il tempio buddista più importante della città.

Le aree esterne del tempio sono sovrastate da tantissime lanterne colorante, a cui sono appesi i voti o richieste dei fedeli. Qui c’è un Buddha, Volendo è possibile anche sperimentare la vita da monaco buddista per due giorni, dormendo nel tempio (a questo link tutte le info: https://eng.templestay.com/temple_info.asp?t_id=bongeunsa).

seoul in una settimana

Bongeunsa temple

Bongeunsa temple

Di fianco al tempio sorge il COEX Mall, al cui esterno su un lato si trova la gigantesta statua delle mani che ricorda la celebre canzone Gangnam Style: impossibile non andarci e fare il famoso balletto! Non ve lo ricordate? Nessun problema, di fianco alla statua c’è un totem con uno schermo che manda in loop il video della canzone (tra l’altro sapete che è il video più visto in assoluto della storia di Youtube?) con la musica, in modo da permettervi di riipassarla ed esibirvi poi nello show 😀

 

seoul in una settimana

Stafield Library

Una volta fatto il balletto e il video, entriamo al Coex Mall, famoso perché al suo interno ospita la scenografica Stafield Library. Effettivamente quando si arriva al centro del mall e ci si trova davanti le immense pareti di libri, si rimane a bocca aperta! Davvero bellissimo! Tra l’altro, la Starfield library ha aperto da qualche mese un’altra sede, altrettanto e forse addirittura più scenografica, a Suwon circa 50 min di metro dal nostro hotel, ma noi non ci siamo andati per mancanza purtroppo di tempo. Se voi riuscite, fateci un salto (tra l’altro sembra che Suwon abbia molte cose belle da vedere).

Abbiamo pranzato dentro il mall e poi abbiamo fatto un giro per i negozi (a dire il vero a parte Daiso che io adoro non erano degni di nota), ma abbiamo un po’ buttato la giornata li dentro perché fuori diluviava tantissimo e non ce la sentivamo di uscire a fare dei giri con quella pioggia incessante.

seoul in una settimana

Stafield Library

GIORNO 3 – PALAZZO CHANGDEOKGUNG E QUARTIERE DI MYEONG DONG

Giardini segreti

Questa giornata era l’unica che era obbligatorio rispettare come programma, poiché eravamo riusciti a prenotare dall’Italia per questo giorno i biglietti per visitare i Giardini Segreti del palazzo Changdeokgung.

I Giardini segreti sono visitabili ad accesso limitato, in gruppi guidati da guide, e i biglietti sono acquistabili da circa 10 gg prima sul sito (https://ticket.uforus.co.kr/web/main?shopEncode=). Noi eravamo riusciti ad acquistare il tour in lingua inglese fortunatamente.

I giardini segreti sono davvero belli, peccato che nonostante fosse fine marzo, sembrava più un paesaggio autunnale; immagino che un mese dopo, con il verde delle foglie e i fiori, il luogo sarebbe davvero incantato.

Il resto della visita del palazzo è solo sugli spazi esterni. Anche qui è possibile girare con un Hanbok, il vestito tipico coreano, e anzi se verrete al palazzo cosi vestiti non dovrete pagare il biglietto di ingresso. Io avrei tanto voluto provare l’esperienza di vestirmi con un hanbok ma purtroppo i miei compagli di viaggio non erano dello stesso parere. Voi fatelo, anche per me!

palazzo Changdeokgung

A poca distanza dal palazzo Changdeokgung  c’è anche il palazzo Gyeongbokgung, dove potete assistere al cambio della guardia alle ore 10 e 14.

Il tardo pomeriggio ci spostiamo nel quartiere di Myeong Dong, famoso per le sue bancarelle di street food e per i negozi. Assaggiamo cibi locali per strada (tutti piccanti, anche il semplicissimo pollo fritto!), facciamo shopping di skin-care coreana da Natural Republic, finiamo in un discutibile karaoke e mangiamo in uno dei tantissimi barbecue.

Myeong Dong

street food a Myong Dong

Da non perdere a Myeong Dong anche l’edificio a 10 piani dedicato interamente a Daiso: daiso è una catena giapponese che vende qualsiasi cosa a prezzi bassissimi, qui in corea la maggior parte delle cose che vende sono a 1000 Won (circa 70 centesimi): è un luogo della perdizione dove entrare e comprare mille cavolate a prezzi irrisori… immaginatevi un palazzo di 10 piani tutto di cavolate!!!

Qui a Myeong Dong tra l’altro ho visto per la prima volta le insegne semaforiche sulla strada: siccome tutti stanno sempre al cellulare, hanno messo delle strisce luminose rosse o verdi a seconda di com’è il semaforo anche per terra, cosi uno mentre guarda il cellulare riesce anche a vedere i semafori!

GIORNO 4: SEOUL FOREST E N-TOWER

tempio Jogyesa

La mattina andiamo a piedi a visitare il tempio Jogyesa, che si trova nel quartiere Insa Dong.

Anche qui tantissime lanterne colorate all’esterno, e all’interno assistiamo anche a una funzione buddista con dei monaci. Leonardo è ammaliato da questi templi, osserva in silenzio, e riceve anche da loro dei doni come le bottigliette d’acqua e dei biscotti al cioccolato (che sono spesso le offerte che vengono fatte al tempio).

tempio Jogyesa

Ci spostiamo poi alla Seoul Forest, sperando di vedere qualche ciliegio, ma siamo sfortunati perché ne vediamo ancora pochi, e in più il clima sembra davvero autunnale: alberi spogli e prati ancora secchi… davvero un peccato perché questo parco deve essere una vera e propria meraviglia in primavera.

Ci fermiamo comunque un’oretta perché c’è una grande area giochi all’aperto e lasciamo sfogare un po’ i bambini.

N-tower

Riprendiamo poi il bus e andiamo a visitare la N-tower, la torre più alta della Corea e la quarta più alta al mondo. La N-tower svetta sopra una collina e è visibile praticamente da tutta Seoul. Arrivati li con il bus, molto comodo (se volete potete anche arrivarci a piedi, o prendere la funicolare), andiamo alla terrazza da cui si ha una vista sulla città: purtroppo c’è un po di foschia, e la vista non è nitidissima. Tutto intorno ci sono una marea di lucchetti, messi li dalle coppie innamorate, che li agganciano scrivendoci sopra delle frasi. Sapendo di questa tradizione, mi ero portata apposta un lucchetto dall’Italia, tra l’altro anche a forma di cuore, ma come una cretina l’ho lasciato in hotel quel giorno. Volendo ci sono anche dei distributori automatici di lucchetti e penne indelebili (al costo di circa 10 euro), ma non li abbiamo comprati.

Si può anche salire sopra la torre, a pagamento, ma non lo abbiamo fatto perché la vista che si avrebbe dalla cima della torre è la medesima che si ha dalle terrazze lì di fianco, quindi non siamo saliti.

Siamo tornati giù dalla collina a piedi attraverso i boschi e poi in basso abbiamo ripreso la metro per tornare a Insadong per cena.

vista dall’N-Tower

GIORNO 5: PIC NIC AL FIUME HAN, DONGDAEMUN DESIGN PLAZA E CHEONGGYECHEON

A fine vacanza siamo tornati a Seoul per due giorni e appena arrivati, complice anche il cielo azzurro e il bel tempo, abbiamo deciso di fare un’attività tipica locale: il pic-nic sul fiume Han.

Tantissimi coreani appena c’è bel tempo infatti si riversano sul fiume Han per fare i pic nic all’aperto, e sono attrezzatissimi: usciti infatti dalla metro (Nation assemply) vediamo tantissimi banchetti che affittano a 5000 won (circa 3 euro) tappeti, tavolini per pic nic, coperte, lampade e addirittura caricatori per telefoni!

Si paga, si lascia un documento (mi raccomando non lasciate il passaporto, che se lo perdono è la fine! Noi abbiamo lasciato una patente), e a fine pic nic si restituisce il tutto.

Li sul fiume ci sono tanti banchetti di street food, noleggi di bici e tandem, e anche un caratteristico 7 eleven sul fiume, dove ho comprato per la prima volta i ramen istantanei che mi sono cucinata e ho mangiato li. Buonissimi!

L’esperienza del pic nic è stata davvero bella, perché abbiamo trascorso un pomeriggio come fanno anche i coreani, e quindi abbiamo davvero fatto un’attività da local!

Nel tardo pomeriggio poi ci spostiamo e andiamo a visitare la Dongdaemun Design Plaza, una piazza molto futuristica disegnata dall’archistar Zara Hadid su cui si affacciano dei centri commerciali.

Dongdaemun Design Plaza

Cheonggyecheon

Torniamo poi da li a piedi verso Insadong e l’hotel, camminando per il Cheonggyecheon, la passeggiata che costeggia un piccolo fiume che è stata oggetto di una profonda riqualificazione urbana (il fiume prima era stato coperto per costruirvi una strada a scorrimento veloce, e poi appunto abbattuta per questa riqualificazione). La sera è molto carino perché illuminato, e in certi punti è possibile passare da una parte all’altra del fiume camminando su delle rocce che spuntano in superfice.

Continuando la passeggiata, ripassiamo per il famoso mercato di Gwangjang Market, che però si stava già svuotando data l’ora.

Giorno 6: LOTTE TOWER E SEOUL OLIMPYC PARK

Lotte Tower

L’ultimo giorno in Corea è ovviamente il giorno più bello e caldo di tutta la vacanza, come a volerci fare un dispetto.

Andiamo subito al Lotte Tower, un grattacielo altissimo tra i più alti di Corea, che si affaccia su un bellissimo laghetto dove finalmente vediamo tantissimi ciliegi in fiore! È davvero magico vedere tutti questi ciliegi rosa che si stagliano sul lago! Facciamo un giro del lago, al cui centro c’è anche un parco divertimenti, il Lotte Word: avendo molto più tempo a disposizione ci saremmo di sicuro andati!

Poi ci spostiamo col bus al parco Olimpico, per vedere la famosa struttura delle olimpiadi con la fiamma olimpica accesa: è davvero un’emozione!

Peccato anche qui aver avuto poco tempo (dovevamo correre in hotel a recuperare i bagagli per andare in aeroporto), altrimenti avremmo fatto un giro all’interno del parco, che sembra molto bello: tra l’altro dentro il parco sembra ci sia una statua gigante della bimba di squid game!

Parco Olimpico

Riprendiamo i bagagli nell’Hotel a Insadong e con i mezzi andiamo in aeroporto.

Attenzione che invece che prendere l’express per andare in aeroporto (che costa 17.000 won) potete prendere la metro normale e spendere neanche 2.000 won, mettendoci praticamente lo stesso tempo! Quando cercate su Naver map come arrivare in aeroporto, vedete tra le soluzioni anche i costi (che sono segnalati), cosi potrete prendere il mezzo più economico!


Ecco quindi cosa abbiamo visto a Seoul. Di sicuro molte cose ce le siamo perse, dai cafè e tea room bellissimi (con bambini abbastanza improponibili) a magari musei sulla storia della corea, che ci sarebbe piaciuto vedere ma che davvero non avevamo tempo per visitare, o altri luoghi.

Abbiamo fatto delle scelte, ponderate anche sulla base che non potevamo fare troppe maratone con i bimbi, e che spesso dopo cena andavamo diretti a dormire senza vivere la vita notturna della capitale coreana, che so essere fantastica!

Una cosa che mi sarebbe piaciuto fare, ma non ho potuto sia per mancanza di tempo, sia perché vietata ai minori di 10 anni, era la visita in giornata alla DMZ, la zona demilitarizzata tra le due Coree: organizzando tour da Seoul ogni giorno e di sicuro se siete appassionati di storia è una tappa da fare.

Spero di esservi stata utile, se volete leggere anche il resoconto sui nostri 3 giorni a Busan cliccate qui!

 

 

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Viaggiatori Nel Tempo