Roma: dove mangiare la migliore pinsa romana

Daniela, romana DOC, ci porta alla scoperta della PINSA ROMANA, e dei migliori posti dove mangiarla in giro per la capitale. Pronti, affamati, via!!

Dopo avervi parlato delle migliori gelaterie di Roma, in questo articolo voglio parlarvi di un prodotto tipicamente romano, la famosa PINSA ROMANA.Roma dove mangiare la migliore pinsa romana

Attenzione…. non ho commesso un errore di ortografia, sto parlando della pinsa, perché dovete sapere che basta un cambio di consonante, PINZA invece di PINSA, per cambiare totalmente il  significato. La pinza infatti, che in dialetto veneto si pronuncia “pinsa”, è un tipico dolce del Veneto, del Friuli e di alcune vallate del Trentino a base di pane.

Invece a Roma la “pinsa” è un particolare impasto per la pizza.

Ma andiamo con ordine, perché c’è una storia….il termine “pinsa” viene dal latino “pinsere” e significa “allungare”, “stendere”, ha le sue radici in antiche ricette del tempo dei Romani (anche Virgilio ne parlava nell’Eneide!).

La ricetta è nata, molto probabilmente, nella campagna laziale, nell’agro romano per la precisione, abitato al tempo da contadini e pastori che si accattivavano la benevolenza degli dei con semplici offerte. Si trattava di un impasto con farine di cereali poveri (miglio, orzo, avena,farro ) mescolati con acqua , erbe aromatiche e sale,  cotto su pietre posate sopra carboni ardenti, e veniva considerata anche come una base su cui poggiare diverse vivande.

Da qualche anno è entrata a far parte, con pieno merito, del mondo della pizza, facendo una pericolosa concorrenza alla pizza romana, bassa, scrocchiarella con i bordi rigorosamente bruciacchiati e a quella napoletana, più alta, leggermente spugnosa e con il classico cornicione, il bordo, spesso farcito anche quello.

La pinsa ha una forma ovale o rettangolare, l’impasto presenta una elevata idratazione, quasi  il 75% di acqua rispetto al peso della farina, ha una lievitazione di più di due giorni e contiene meno carboidrati e grassi. Tutto questo ne fa una pizza molto digeribile (non si sta attaccati al rubinetto dell’acqua dopo averla mangiata), presenta una base  e un bordo croccanti e un interno morbido.

Pensate che a Roma, dalle parti della zona chiamata Tuscolano, c’è addirittura la Pinsa school, che fornisce, accanto ad altri servizi, formazione e avviamento professionale, crea un team di esperti nel settore che formano  pizzaioli e ristoratori.

Ma veniamo alla parte forse più interessante….quando, qualche volta, con i nostri amici, andiamo a mangiare fuori il sabato sera cerchiamo spesso pizzerie che servono anche la pinsa, ed ecco qui un elenco di buone “pinserie”, dove vi consiglio assolutamente di andare almeno una volta se passate per Roma e avete voglia di mangiare qualcosa di tipico!

PINSA E BUOI DEI…..

via dello scalo di S. Lorenzo 15/17 (zona “la Sapienza”) e via Carlo Felice 53 (zona S. Giovanni).

Ambedue i  locali forniscono una miriade di varianti: pinsa con pomodorini burrata e pepe nero, con straccetti di manzo e verdure ripassate in padella, con bufala, cipolla di Tropea e lardo di Colonnata, ma anche pinse con sapori decisamente più romani, come la cacio e pepe e l’amatriciana…e mi fermo qui.

Una nota: il locale a via dello Scalo di S. Lorenzo è un po’ costoso…..

LA PRATOLINA

via degli Scipioni 48 (zona Roma Prati, fermata Lepanto metro A).

Le pinse della Paratolina

Le pinse della Paratolina

E’  stata la prima “pinseria” inaugurata nel 2001,nel 2002 venne segnalata dalle più autorevoli guide gastronomiche (anche Gambero rosso). Qui la pinsa è molto buona, ma non è di certo economica, ed inoltre bisogna prenotare con molto anticipo (di sabato sera si fanno addirittura due turni: il primo alle 20 il secondo alle 22 circa). Il nome del locale, “Pratolina”, deriva dal fatto che in  quella zona, in epoca romana, c’erano vigneti e canneti che facevano parte degli Horti Domitii, erano infatti proprietà di Domizia, la moglie di Domiziano. Poi fino al 1883 c’era una distesa di  campi coltivati e prati naturali con tante margherite…le pratoline appunto.

L'albero Cocciuto

L’albero Cocciuto

L’ALBERO COCCIUTO

viale Appio Claudio 221- 225, (zona Tuscolana, metro Subaugusta e Giulio Agricola).

Caratteristica del locale è la riproduzione di un albero che si staglia al centro del locale, i cui rami circondano il soffitto e le pareti, quando ,la sera sono illuminati, sembra di stare in un bosco incantato….molto romantico. Viene servita della buona birra artigianale in brocche e bicchieri di coccio, da qui il nome del locale. Gli antipasti sono molto buoni e abbondanti, in particolare le “pinselle” fritte da intingere in varie salse Da consigliare la pinsa bigusto, o tutta bianca o tutta rossa, per assaggiare le tante varianti.

Prezzi accettabili, ad esempio un tagliere di antipasti misti per due persone, una porzione di fritto vegetariano, quattro pinse diverse, acqua, due birre…..17 euro a testa…..direi che se po fà ( per dirla alla romana)!

DOMUS PINSA ALBERONE

via Francesco Valesio 15/23 (zona Alberone, fermata Ponte Lungo).

Prima di tutto bisogna precisare che la posizione del locale non è delle migliori, si trova nella zona del mercato rionale chiamato appunto “Alberone”, ma , se non  badate eccessivamente alle apparenze, si può sorvolare su questo particolare e concentrarsi invece sul fatto che lì la pinsa è davvero buona, viene servita su taglieri di legno, non ci sono posate, ma una rotella che la taglia velocemente. Anche in questo caso è consigliata la pinsa bigusto per assaggiare le numerose varianti : la pinsa rossa con o senza mozzarella, bianca con mozzarella o le “pinse speciali” , ovvero la “carbonara, l’amatriciana,la lavinia, la cacio e pepe.  Ah… dimenticavo…lì le pinse hanno quasi tutte nomi di personaggi famosi dell’antica Roma, i prezzi sono accessibili, il personale è molto gentile e disponibile.

Roma dove mangiare la migliore pinsa romana

Domus Pinsa Alberone

QUEEN DEL MOLISE

via Calpurnio Fiamma 83/89, (zona Tuscolana, metro Lucio Sestio).

Dal 2008 propone la pinsa. Preciso che non ci sono ancora andata, ma se ne parla molto bene, sia per le materie prime che vengono usate, sia per l’ultima novità “la pinsa Cantabrico” con polpa di pomodoro, mozzarella di bufala della zona di Paestum e acciughe di mare.


E ora permettetemi due licenze poetiche….voglio segnalare due locali, dove però non si mangia la pinsa, ma la caratteristica PIZZA ROMANA.

CORE DE ROMA

Pizzeria Core de Roma

via Vetulonia 27, nei pressi di piazza Zama.

Che cosa ha di caratteristico? Che è di chiara e imperitura fede giallorossa, lì vicino  è nato“ il Capitano” Francesco Totti. La pizzeria è letteralmente tappezzata di poster, ricordi, gagliardetti, foto, magliette di giocatori della Roma giovani e meno giovani. La pizza è buona,  il menù ricalca la classica cucina romana, da provare i carciofi alla romana, la pasta alla gricia, le polpette, prezzi accettabilissimi. Vivamente sconsigliato a chi vuole passare una serata tranquilla o alle coppiette che si parlano sottovoce guardandosi negli occhi. L’atmosfera è decisamente chiassosa e non sto a descrivere come si trasforma quando gioca la Roma…..non ci sono limitazioni al tifo….

BIR & FUD TRASTEVERE

via Benedetta 23 , aperto dalle 12 alle 2 del mattino.

E’ scritto proprio così dall’ inglese BEER AND FOOD romanizzato in BIR & FUD. Lo segnalo sia per la posizione, alle spalle di piazza Trilussa, in piena zona turistica, ma anche per la caratteristica del locale. Presenta infatti un’ampia scelta di birre artigianali, italiane e straniere, servite su un lungo bancone con le classiche “ spine” in rame. Pizza buona e ben condita , famoso anche per le innumerevoli varietà di supplì e per le chips cacio e pepe. Non è proprio economico, ma siamo al centro di Roma, ma è comunque affollatissimo e pieno di giovani

Roma dove mangiare la migliore pinsa romana1

Le nostre pizze da Bir&Fud

Direi che la mia personale digressione sulle pinse  e sulla pizza romana termina qui, ci sono sicuramente tante altre pizzerie dove si può mangiare la pinsa, ma io ho esperienza solo di queste di cui vi ho parlato, spero, quindi, di aver stimolato il vostro appetito e la vostra curiosità.

Daniela


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