ROMA - Forse non tutti sanno che.... i luoghi poco conosciuti di Roma

Primissimo post in assoluto sulla città eterna, che ha scritto per Viaggiatori nel Tempo la mia carissima amica (nonchè cognatina) Ambra. Ambra, romana de Roma, una laurea in Beni Culturali e una passione per la storia della sua città, ci svela alcuni luoghi di Roma stupendi ma poco conosciuti, che difficilmente sono nei percorsi turistici ma che non sono da meno rispetto alle mete più battute! Ecco il suo racconto:

Se doveste spiegare in poche parole ad una persona che non ha mai visitato Roma perché questa città è così diversa dalle altre, probabilmente vi soffermereste sui numerosi resti dell’antica Roma che rendono il suo centro storico unico al mondo affollato da milioni di visitatori all’anno.

Vero ma non del tutto in quanto da romana e da appassionata di archeologia e arte posso dirvi con sicurezza che invece la cosa che più colpisce di questa città e la rende unica al mondo sta nell’essere stata scelta, vissuta e abitata per millenni da popolazioni che nel corso dei secoli hanno modificato e lasciata impressa nelle strade e nei monumenti di questa città la loro vita e la loro presenza che con un po’ di attenzione e spirito di osservazione possiamo ancora oggi vedere sotto i nostri occhi in tutto il suo splendore.

Ecco a voi quindi un piccolo esempio, ovviamente non esaustivo, di alcuni chicche magari non tutte conosciute di Roma che a me personalmente hanno sempre stuzzicato l’interesse e la curiosità, perché siate pur certi che tutto quello che esiste oggi a Roma ha una origine spesso curiosa e mai banale.

1- Isola Tiberina

la Colonna Infame dell'Isola Tiberina

la Colonna Infame dell’Isola Tiberina

Sapete che ci sono varie leggende sulla nascita di quest’isola in mezzo al fiume Tevere?

Secondo un’antica leggenda l’isola Tiberina sarebbe sorta dal cumulo dei covoni di grano, appartenuti ai Tarquini gli antichi Re di Roma del VI sec . a.C., che i romani gettarono nel fiume al momento della cacciata di questi da Roma. La quantità era tale che i covoni, ammassandosi l’uno sull’altro, formarono la massicciata che fu il primo nucleo dell’isola. Ovviamente gli scavi archeologici condotti smentiscono una simile origine in quanto il nucleo dell’isola è composto di roccia vulcanica e alluvionale.

Sulla nascita dell’isola Tiberina esiste anche un’altra leggenda, forse anche più famosa della prima: racconta di una nave che, nel 291 a.C., essendo scoppiata a Roma una grave epidemia, salpò verso Epidauro, città sacra ad Esculapio, il più importante dio guaritore della Grecia e dio della Medicina, per chiedere al nume della medicina il suo soccorso. Ma, mentre si svolgevano i riti propiziatori, un serpente enorme uscì dal tempio e andò a rifugiarsi sulla nave romana. Certi che Esculapio si fosse trasformato in serpente, la nave si affrettò a ritornare a Roma. Quando la nave giunse presso l’isola, il serpente scese nel fiume e nuotò fino all’isola Tiberina, dove scomparve, indicando, in tal modo, la località dove sarebbe dovuto sorgere il tempio, la cui costruzione fu iniziata subito dopo.

La posizione del tempio coinciderebbe con l’attuale chiesa di S.Bartolomeo. Dalle testimonianze scritte e non, sappiamo che il tempio era un vero e proprio ospedale. A ricordo dell’evento miracoloso l’isola prese la forma di trireme, con tanto di prua, poppa e persino di albero maestro, rappresentato, in origine, da un obelisco e poi da una colonna con la croce. Questa colonna fu denominata “la colonna infame” perché qui veniva affissa una tabella (l’uso durò fin dopo il 1870) nella quale erano indicati i “banditi che nel giorno di Pasqua non partecipavano alla messa eucaristica”.

La tradizione dell’isola come luogo di cura non si interruppe con la scomparsa del tempio di Esculapio: nel Cinquecento vi sorse un ospedale gestito dalla Congregazione di S.Giovanni di Dio, i “Fatebenefratelli” un soprannome derivante dal suo stesso fondatore, S.Giovanni di Dio appunto, un frate portoghese che per le vie di Granada, vestito di saio, davanti all’ospedale da lui stesso organizzato, era solito rivolgere ai passanti un insolito richiamo: “Fate bene, fratelli!” Era un invito a fare la carità, ma anche del bene alla propria anima. L’attuale Ospedale che da loro prende il nome è rinomato in tutta la città e ancora perfettamente funzionante dopo “millenni di attività” .

2 – Chiesa di San Clemente

Quante volte avete sentito dire “sai quanti resti di epoca romana ci sono nel sottosuolo di Roma?”

Ebbene a pochi passi dal Colosseo questa Chiesa a prima vista simile alle tante altre nasconde dentro di sé un patrimonio artistico-culturale immenso che ci permette di ripercorrere e osservare direttamente quasi 20 secoli di storia urbana. Dal I sec. d.C. fino ad oggi si sono infatti succedute in quell’area costruzioni di diverso tipo che hanno conservato nelle fondamenta i resti dell’edificio precedente che veniva così interrato e quindi conservato per la gioia dei nostri occhi!

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Chiesa di San Clemente – sotterranei

Gli scavi dei Domenicani Irlandesi, tuttora proprietari del complesso, hanno rimesso in luce strutture antiche fino a 14 mt rispetto al livello della strada attuale mettendo in luce tre enormi complessi attualmente visitabili: il primo, risalente al I sec d.C. è un enorme edificio commerciale di pertinenza del complesso della Zecca di Roma Antica, a questo si è andato a sovrapporre/affiancare una casa di abitazione di tipo aristocratico cui si affiancava un Mitreo (culto di origine orientale legato al dio Mitra che tante somiglianze ha con la dottrina cristiana).

Alla fine del IV sec d.C. per reazione al paganesimo i cristiani interrarono questi locali per costruire una basilica paleocristiana dedicata a San Clemente (il cui splendido recinto di marmo è visibile perché riutilizzato nella basilica attuale). Nel XII sec. la basilica fu interrata e se ne costruì una nuova di epoca medievale che insisteva a sua volta sulle fondamenta della precedente. Splendido esempio di chiesa medievale per cui vale la visita se non altro per lo splendido mosaico dell’abside.

Una ulteriore particolarità di questo posto è data dai suoni.. .si perché nel livello più basso degli scavi c’è una sorgente d’acqua il cui rumore diventa sempre più forte man mano che ci si avvicina e rende la visita veramente suggestiva.

3 – Chiesa di Santa Prassede

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chiesa di Santa Prassede

Piccola e quasi anonima chiesa, all’esterno è sovrastata quasi fisicamente dall’immensa mole della Basilica di Santa Maria Maggiore cui però ha veramente poco da invidiare.

Entrate e subito dopo aver ammirato lo splendido mosaico dell’abside alla vostra sinistra si apre un piccolo antro che racchiude uno scrigno di tesori inestimabili. La Cappella di S. Zenone, uno dei più importanti monumenti bizantini in Roma, eretta da Papa Pasquale I (817-824) come mausoleo della madre Teodora. L’interno della Cappella, a volta, è interamente ricoperto da mosaici e così splendente da essere stato chiamato “il Giardino del Paradiso”. I mosaici rappresentano le figure del Cristo, della Madonna, di S.Prassede e dell’episcopa Teodora con il nimbo quadrato dei viventi. Il pavimento è un antichissimo esempio di “opus sectile” a marmi policromi.

In una nicchia a destra dell’ingresso è custodita una colonna portata a Roma da Gerusalemme nel 1223: la tradizione vuole che sia un frammento della colonna alla quale fu legato Gesù per essere flagellato.

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la spirale di Sant’Ivo alla Sapienza

4 – Chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza

Opera di Borromini su committenza di Urbano VIII Barberini ha forse, insieme al Cuppolone di San Pietro, il maggior numero di raffigurazioni e notorietà: se volete un consiglio andate la domenica mattina a visitarla (esclusivamente dalle 9.00 alle 12.00) per rendervi conto di cosa sto parlando.

Sant’Ivo alla Sapienza

Su una strada trafficata e in pieno centro un cortile porticato vi svelerà un angolo di paradiso al riparo da traffico e rumori. L’interno della chiesa, piccolo ma elegante, la cupola interna e la spettacolare opera di scultura e architettura all’esterno la rendono un capolavoro che vale veramente la pena guardare con i propri occhi.. la celebre spirale riccamente decorata a stucchi termina in una fiamma, sopra la quale, in ferro battuto, una tiara, il globo e la croce.

Uno skyline che nessuna città americana potrà mai uguagliare!

5 – Il Cuppolone magico!

la cupola di San Pietro da via Niccolò Piccolomini

La vista della cupola di San Pietro da via Niccolò Piccolomini è un’esperienza da non perdere. Da qui, infatti, potete ammirare la cupola… come non l’avete mai vista.

Percorrete la via preferibilmente in macchina, osservate la cupola, ed ecco che più vi avvicinate, più il Cuppolone si allontana e diventa piccolo.

Se indietreggiate, la cupola vi sembra più grande e più vicina. Un gioco di prospettive che rende affascinante la visuale e suggestivo l’effetto visivo.

Magia? Purtroppo no, si tratta solo di un curioso effetto ottico, dovuto alla disposizione degli edifici e al punto di osservazione, ma fantasticare non costa niente!

6 – Roma Medievale

Vicolo del Trifone

Vicolo del Trifone

Roma è una città complicata da vivere, caotico e affollato il suo centro storico qualche volta riesce a far dimenticare che a pochi passi da noi qualcosa non è cambiato nel corso dei secoli e non parlo dei grandi monumenti o delle opere che hanno reso eterni grandi uomini e donne del passato, perché non dobbiamo dimenticarci che Roma era ed è una città vissuta da gente comune. Nella realtà quotidiana infatti molte delle antiche strade e dei vicoli del centro cittadino tra Via del Corso e il Tevere hanno tuttora lo stesso andamento e la stessa larghezza che avevano nel Medioevo.

La strettezza era la loro prima caratteristica, addirittura potevano arrivare a 1,38 mt di larghezza (Vicolo dell’Altleta o Vicolo del Trifone ne sono un esempio) , immergetevi in questa Roma medievale non del tutto scomparsa e provate ad immaginare cosa voleva dire vivere qui.

Troverete spesso anche degli archi che servivano a mettere in comunicazione due edifici vicini; il criterio per la loro altezza da terra nel 1200? “abbastanza alti da consentire ad una donna che rechi sul capo un grosso recipiente , con sopra un recipiente più piccolo di passarci sotto”.

7- E finalmente …Se magna!Dar Filettaro a Santa Barbara e le pizzerie a taglio 

Dopo tutto questo camminare la vostra fame di cultura sarà soddisfatta ma sicuramente non quella dello stomaco, dove andare quindi? Fast food? Bar e triste tramezzino? Assolutamente no!

Per il famoso detto “di fame non si muore” avete la possibilità di scegliere tra le numerosissime pizzerie a taglio disseminate ovunque; attenzione non intendo la classica slice di pizza americana ma intere teglie di pizza di tantissimi gusti e supplì che potete gustare camminando per la strada o direttamente al bancone, volete due esempi?

Cercate le pizzerie della catena Alice oppure Pizzarium l’unica sede della pizzeria a taglio del famoso “pizzettaro” Gabriele Bonci in zona Cipro.

Non siete per la pizza e volete provare qualcosa di veramente unico e come si dice da noi “ignorante”? Andate dal più famoso filettaro (squisito filetto di baccalà fritto in una pastella spessa 5 cm) in Largo dei Librari, vicino Campo de’ Fiori, provare per credere!

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dar Filettaro


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  1. Grazie Ele!!! si organizzano visite guidate in questi luoghi e non solo!
    Se passate da Roma… fate un fischio!

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