Forse non tutti sanno che .....10 luoghi poco conosciuti di Milano

Forse non tutti sanno che .....10 luoghi poco conosciuti di Milano Quante di queste cose sapevate già?

10 luoghi poco conosciuti di Milano, anche a noi stessi Milanesi.

Perché Milano non smette mai di stupire con la sua storia nascosta. Ecco 10 luoghi poco conosciuti ma sicuramente da scoprire:

  • Porta Romana – Una palla di cannone conficcata in un muro
  • Stazione Centrale -Mosaico di Mussolini
  • Duomo di Milano – statua della libertà
  • Duomo di Milano – la meridiana 
  • Duomo di Milano – l’ascensore della Nivola ed il chiodo della crocefissione
  • Chiesa di San Satiro – l’abside del Bramante
  • In tutta la città – le vedovelle o draghi verdi
  • Chiesa di San Bernardino alle Ossa – Parete di teschi
  • Piazza della Repubblica – bombardamenti della II guerra mondiale
  • Palestro – Citofono d’orecchio

Quante di queste 10 chicche conoscevate già? Siate sinceri!!!


1- Porta Romana – Una palla di cannone conficcata in un muro

Nella facciata di Palazzo Acerbi, al numero 3 di Corso di Porta Romana ancora oggi è possibile vedere una palla di cannone conficcata nel muro, risalente alle famose 5 giornate di Milano del 1848.

Basta alzare la testa e guardare quasi sotto il balcone alla destra del portone principale!

Io non ci avevo mai fatto caso! E voi?

10 luoghi poco conosciuti di Milano - la palla di cannone

10 luoghi poco conosciuti di Milano – la palla di cannone (Ph. Roberto Visigalli)


2- Stazione Centrale -Mosaico di Mussolini

10 luoghi poco conosciuti di Milano - Mosaico di Mussolini in Stazione Centrale

10 luoghi poco conosciuti di Milano – Mosaico di Mussolini in Stazione Centrale

A fianco della piattaforma 20 nella Stazione Centrale, si può vedere un mosaico raffigurante l’incontro a Vittorio Veneto di Vittorio Emanuele III con l’allora giovane Benito Mussolini.

In questo mosaico il volto di Mussolini, che dette il via al progetto di costruzione della stazione centrale, inaugurata nel 1931, non è molto riconoscibile. Sul perché, ci sono pareri discordanti: da un lato, si dice che si sia voluto eliminare dalla stazione i più evidenti simboli fascisti; dall’altro, “leggenda” vuole che il pezzo di mosaico che raffigura il volto di Mussolini non fosse stata arbitrariamente nascosto, ma danneggiato da un colpo di moschetto sparato l’ 8 settembre 1943 da un partigiano della Brigata Garibaldi. Da qui la necessita’ di coprire il buco del proiettile con uno strato di cemento, che copre completamente gli occhi. Quale delle due versioni sarà quella vera?


3- Duomo di Milano – Statua della Libertà

Sulla facciata del Duomo di Milano, proprio sopra il portone principale, non stupitevi di vedere la Statua della Libertà.
Questa statua tra l’altro è più vecchia di quella più famosa newyorkese di almeno 70 anni, essendo sul duomo dal 1810.
Disegnata e scolpita da Camillo Pacetti (1758-1826), artista neo­classico che insegnò a Brera, la statua rappresenta la Legge Nuova affiancata dall’altra statua della Legge Vecchia che regge delle tavole. Le due sculture combinate formano in modo impressionante la statua della Libertà di New York.
10 luoghi poco conosciuti di Milano - duomo statua libertà

10 luoghi poco conosciuti di Milano – duomo statua libertà


4- Duomo di Milano – la meridiana

10 luoghi poco conosciuti di Milano - Duomo - la meridiana

10 luoghi poco conosciuti di Milano – Duomo – la meridiana

In vicinanza dell’ingresso del Duomo, si trova una meridiana col simbolo del capricorno, composta da una striscia d’ottone incassata nel pavimento che attraversa la navata e che risale per tre metri sulla parete di sinistra (a nord).  Tra le volte della navata di destra, ad una altezza di quasi 24 metri dal pavimento, è possibile vedere un piccolo foro nella parete rivolta a sud da cui, al mezzogiorno astronomico, filtra un raggio di luce che si proietta sulla striscia del pavimento dove intercetta una linea di marmo e ottone con i segni zodiacali lungo di essa, la meridiana appunto.

Purtroppo la meridiana non è più funzionante a causa dell’illuminazione artificiale, ma è bello sapere che comunque fino al secolo scorso veniva usata.

Esperti di astronomia? qui potete approfondire la questione su questa meridiana!

10 luoghi poco conosciuti di Milano - Duomo - particolare della meridiana

10 luoghi poco conosciuti di Milano – Duomo – particolare della meridiana


5- Duomo di Milano – l’ascensore della Nivola ed il chiodo della crocefissione

Una volta entrato in Duomo, anche il visitatore più distratto, non può non rimanere incuriosito da una lampada rossa, che è appesa a parecchi metri d’altezza, tra le volte del presbiterio, nel bel mezzo del rosone dal color dell’oro. È un lume sempre acceso, posto a vegliare la cosiddetta “Nivola”.

Ogni anno a settembre nel Duomo di Milano una cerimonia dalle origini antichissime (oltre quattrocento anni) ricorda quando Ambrogio, patrono della città, trovò uno dei chiodi della croce.

Uno strano marchingegno con a bordo cinque canonici e l’arcivescovo di Milano, sale fino a 45 metri d’altezza, grazie a un complesso sistema di argani elettrici e, giunto nella volta dell’abside del Duomo, permette di prelevare una custodia che contiene uno dei Chiodi della Crocifissione e un frammento della Croce.

Lo strano mezzo, che si chiama appunto Nivola,forse per la sua somiglianza ad una nuvola,  sembra sia stato progettato da Leonardo (in origine era azionato da una ventina di uomini che si trovavano sul tetto della cattedrale) per permettere al vescovo di raggiungere la Santa Reliquia e portarla in processione all’interno del Duomo.

10 luoghi poco conosciuti di Milano - Duomo - laNivola

10 luoghi poco conosciuti di Milano – Duomo – laNivola


 6- Chiesa di San Satiro – l’abside del Bramante

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Guardate bene questa foto a destra, non notate nulla di strano, vero?

Nascosta in via Torino, subito dopo via Sperorari, c’è una chiesa stupenda ma poco famosa, la Chiesa di San Satiro. Questa chiesa racchiude al suo interno un capolavoro artistico, un’illusione ottica rinascimentale che fa sembrare profondo 9 metri uno spazio che in realtà misura 95 centimetri.

A progettarlo è stato l’architetto Donato Bramante nel 1480, che ha risolto diversi problemi in una volta: innanzitutto non c’era abbastanza spazio per costruire una vera e propria abside a causa di una strada dietro la Chiesa; inoltre, Bramante voleva costruire una chiesa a pianta centrale con l’altare al centro di quattro transetti identici, ma il clero voleva l’altare nella solita posizione sul lato est. Quando si dice fare di necessità virtù…

Mi ricordo ancora la prima volta che mi ci ha portato mia mamma, e non mi ha detto nulla della prospettiva: entrata in questa chiesa, non avevo notato nulla, poiché ad occhio si pensa immediatamente che la prospettiva dell’abside sia reale… solo una volta che mi sono avvicinata me ne sono resa conto e sono rimasta a bocca aperta!

Andateci, e mi saprete dire!


7- In tutta la città – le vedovelle o draghi verdivedovella_piazza_della_scala_milano

Le oltre quattrocento fontanelle di acqua potabile che vedete in giro per la città (481 per essere precisi), vengono chiamate dai milanesi in due modi: draghi verdi o vedovelle. Draghi perché l’acqua sgorga dalla loro testa d’ottone, verdi per il colore che ricopre la ghisa di cui sono fatte. Vedovelle perché il filo d’acqua incessante che sgorga è paragonato al pianto di una vedova.

In Piazza della Scala c’è la prima fontanella realizzata, l’unica in bronzo. Tutte le altre fontanelle, in ghisa e non più in bronzo, sono successive: realizzate su di un disegno del 1931, sono tutte uguali, con lo stemma civico di Milano appena sotto al drago. Furono dipinte di verde, colore tipico meneghino, solo dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Pronti a vederle in giro per la città? Ecco a questo link la mappa con tutte le fontanelle della città!!

Una curiosità:  le vedovelle non hanno il rubinetto con in quale fermare l’acqua. A differenza di quanto possa sembrare, non c’è assolutamente nessuno spreco d’acqua! Innanzitutto la quantità d’acqua erogata dalle fontanelle è irrisoria in confronto alla portata d’acqua distribuita dall’acquedotto milanese; inoltre il flusso d’acqua continuo svolge anche l’importante funzione di mantenere l’acqua sempre in movimento, preservandone la freschezza e la buona qualità in corrispondenza delle tubazioni terminali cieche, le cosiddette “teste morte”. In più, l’interruzione del flusso determinerebbe la  stagnazione dell’acqua e contribuirebbe alla formazione di flora batterica attorno alla bocca del “drago” da cui sgorga l’acqua. Bisogna ricordare inoltre che la portata in uscita dalle fontanelle non si disperde inutilmente ma, attraverso la fognatura, raggiunge i depuratori di Milano, e viene quindi  impiegata dai consorzi agricoli per l’irrigazione dei campi a sud della città.


8- Chiesa di San Bernardino alle Ossa – Parete di teschi

Ossa, migliaia di ossa, ricoprono le pareti di una piccola cappella nella Chiesa di San Bernardino alle Ossa, in Piazza Santo Stefano. Quando il campanile della Chiesa di Santo Stefano è crollato, nel 1642, sono state rinvenute innumerevoli ossa nelle fondamenta scavate per costruire il nuovo campanile. La cappella è raggiungibile attraverso uno stretto corridoio sulla destra dell’ingresso, e si possono vedere i teschi incorporati tra le decorazioni rococò. Secondo la tradizione, le ossa appartengono a santi e a martiri, ma è più probabile che siano di persone morte nell’ospedale che nel Medioevo si trovava nelle vicinanze.

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9- Piazza della Repubblica – bombardamenti della II guerra mondiale

In Piazza della Repubblica è ancora possibile vedere le conseguenze dei tre bombardamenti dell’agosto 1943, che hanno convinto l’Italia a firmare l’armistizio con gli Alleati.

Le schegge delle bombe hanno perforato un lampione, rimasto in quella posizione da allora (procedendo dalla Stazione verso il centro, il palo si trova nell’area delle rotaie del tram).

i ricordi della guerra sul palo della luce


10 – Palestro – Citofono d’orecchio91_3m080-00091-12

Forse non tutti sanno che in zona Palestro, in via Serbelloni 10, c’è un edificio in stile liberty chiamato “Ca’ de l’Oreggia”, dotato di un citofono a dir poco singolare, a forma di orecchio e grande ben 70 cm.

È a tutti gli effetti il primo citofono di Milano e uno dei primi nella storia. L’opera fu realizzata dallo scultore milanese Adolfo Wildt nel 1930, dietro la richiesta di costruzione di un citofono particolare. Lo scultore pensò bene di palesare la funzione di quel mezzo di comunicazione dandogli una forma ad hoc: a orecchio. Immediatamente riconducibile allo scopo, il senso allusivo di quella forma era “ascoltare” la città.
Il citofono, realizzato in bronzo, è stato scolpito fin nei minimi dettagli; infatti, è possibile ammirarne il padiglione, il condotto uditivo esterno e le ciocche di capelli. All’epoca il citofono serviva ai visitatori per comunicare con il custode che si trovava nella portineria del palazzo, il quale provvedeva poi  ad annunciare la visita alle famiglie che vi abitavano.

Oggi è diventato una piccola fonte di mistero. Si dice infatti che chiunque si avvicini all’orecchio e gli sussurri i propri sogni o desideri, possa un giorno vederli realizzati. 

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[foto di copertina: Valerio Zanicotti]


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