Barcellona in un week end

Una città di indubbio fascino è senz’altro la capitale della Catalogna, Barcellona.

Lunghissime discussioni sono state intraprese con i miei amici per decretare quale tra Madrid e Barcellona fosse la città più bella, e di solito si formano due fazioni contrapposte e infervorate: io sono dell’idea che Madrid vinca su tutte le città del mondo, ma ciò comunque non toglie che Barcellona abbia un indubbio fascino e sia comunque da visitare, visto anche l’abbordabilità dei voli Ryanair che ci arrivano.

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vedi che ti può capitare sulla spiaggia?!!?

Sono stata a Barcellona ben 5 volte, l’ultima delle quali ad aprile per il mio addio al nubilato, e posso ormai dire di conoscerla abbastanza bene.

Di cose da fare e da vedere ce ne sono in abbondanza, ma credo che la prima tappa da fare appena arrivati, se il mese è abbastanza caldo, sia Barceloneta, la famosa spiaggia cittadina: che dire? Per noi milanesi, abituati all’Idroscalo, alla nebbia e ai cieli grigi, girare per una metropoli come Barcellona, prendere la metro e arrivare in spiaggia è davvero un sogno. Ma ti immagini uscire dall’ufficio e anziché andare sui navigli a farsi un aperitivo, andare in spiaggia a bere una bella cerveza ghiacciata e mangiare due tapas?!?!

Barceloneta a parte, il modo migliore per iniziare a visitare la città è partendo dalla famosa Rambla, il lungo viale che da Plaza de Catalunya porta fino ai piedi della statua di Colombo, a pochi metri dal mare. Qui si affollano notte e giorno turisti e barcellonesi, artisti di strada in cerca di fortuna e ladri in cerca di vittime. Non dimenticate di bere un sorso d’acqua alla Fontana di Canaletes (si dice che come la Fontana di Trevi a Roma, assicuri un ritorno a Barcellona) e di infilarvi in quel tripudio di colori e odori che è la Rambla de les Flores, regno dei fiorai di Barcellona.

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Mercato della Boqueria

Lungo la Rambla, sulla destra andando verso il mare, non bisogna assolutamente perdersi il famoso mercato della Boqueria,  il più grande mercato di Barcellona e della Spagna. Un grande edificio in ferro accoglie chioschi di ogni tipo: verdure, pesce, dolci, carne, governati da donne in costume tradizionale. Fantastico vedere questo tripudio di colori, e altrettanto fantastico comprare un frullato fresco o una sangria!

Sul lato opposto invece, ci si può addentrare in una delle tante viettine e ritrovarsi subito nel famoso Barrio Gotico. Librerie ed antiquari, bar e ristorantini, popolano le stradine di questo quartiere prima romano e poi greco, da sempre centro della vita di Barcellona. Per scoprire il Barrio Gotico non c’è un percorso consigliato: meglio gironzolare un po’ tra le stradine, senza dimenticare Placa Reial (ristoranti, bar e turisti) e Carrer Montcada, sede del Museo Picasso. Sopra il quartiere svetta la guglia appuntita della Cattedrale di Barcellona, dedicata a Santa Eulalia. L’ingresso alla cattedrale e ai chiostri è a pagamento, ma soprattutto i chiostri meritano davvero.

Un’altra chiesa da vedere, almeno da fuori, è la famosissima Sagrada Familia, la chiesa incompiuta da oltre un secolo. Non si può non passarci almeno davanti per ammirarla: da fuori è davvero spettacolare, sebbene il dentro mi abbia lasciato un po’ delusa, essendo tutto ancora in costruzione e quindi vuoto; tra l’altro, a caro prezzo, visto il biglietto di 13 euro.

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noi a Parc Guell

Capitolo a parte è invece tutto ciò che ha a che fare con Gaudì.

Bisognerebbe visitare la città anche solo per ammirare le opere di questo artista con la testa fra le nuvole, visionario e stravagante, senza ombra di dubbio l’espressione più bizzarra ed emblematica di Barcellona. Le sue case (Pedrera, Batllò) e i suoi giardini dalle architetture fumettistiche e dai colori vivaci (Park Guell) a metà strada tra il sogno e la realtà, accompagneranno le vostre passeggiate.

L’ingresso ad entrambe le case non è economico (Casa Milà-Pedrera -metro Diagonal- costa 16,50€, mentre casa Batllò 20,35€), ma a mio parere ne vale la pena. Piuttosto un mio consiglio è di non entrare alla Sagrada Familia, di mangiare tapas e non farsi spennare nei ristoranti turistici, e di andare a visitare queste due case stupende.

Per concludere, bisogna assolutamente andare a vedere Parc Guell, patrimonio Unesco. Park Güell sembra uscito da un racconto fantastico. È un luogo strano, particolare, persino onirico, ma senza dubbio bello. Una passeggiata attraverso il parco è capace di stimolare anche la fantasia più pigra. Le forme curiose e le azzardate combinazioni di colori, mescolate con la vegetazione, creano un mondo differente, dal quale il visitatore si sente irrimediabilmente attratto. Per la sua costruzione fece impiego di variopinte ceramiche di recupero e pezzi di vetro, utilizzati come tessere di mosaici colorati, assieme alle sue  sculture  in  calcestruzzo, che rappresentano tutto un universo di animali fantastici, rifacendosi in maniera chiara al concetto del pittoresco.

Questo a mio avviso è tutto quello che bisogna assolutamente vedere in questa bellissima città.

Certo se vi avanza tempo, o se avrete la fortuna di tornarci, allora vi consiglio anche di andare al Tibidabo: su questo monte, oltre il panorama sorprendente che guarda Barcellona, esiste un meraviglioso Luna Park costruito più di cento anni fa, il più antico di Spagna.

Un’altra tappa aggiuntiva che vi consiglio è il Montjuic, dove ogni sera la Fontana Magica offre un magnifico spettacolo di luci e colori.

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  1. Barcellona non è la mia città spagnola preferita (per la cronaca è Siviglia), ma l’atmosfera che si respira in questa città è davvero unica. Barcellona è un connubio di tradizione e modernità che ad ogni angolo si fondono magicamente. C’è chi la definisce “una delle città meno spagnole della spagna” e posso anche essere d’accordo sull’affermazione ma lasciatemi dire che Parc Guell, il Mercato della Boqueria e l’immancabile passeggiata sulla Rambla sono qualcosa di formidabile. Mi è piaciuto tanto avventurarmi anche tra i pub della città, dove trovi pochi turisti e molti catalani veri, quelli che dopo un bicchiere assieme ti raccontano le loro storie come se ti conoscessero già da una vita. Adéu 🙂

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