Transiberiana - racconto di viaggio: da Irkutsk a Vladivostock in treno

Pubblico con grande piacere anche la seconda parte del viaggio fatto da Angelo con la Transiberiana attraverso la Madre Russia, da Irkutsk a Vladivostock. Come per il primo post da lui scritto, anche qui leggendo i suoi racconti viene voglia di intraprendere lo stesso viaggio. Buona lettura a tutti!

Angelo ad Irkutsk

Eccomi di nuovo da voi a raccontarvi la seconda parte del mio viaggio attraverso la Russia in Transiberiana.

Dopo avervi raccontato la prima parte del viaggio, la Transiberiana da Mosca a Novosibirsk  (potete leggere il racconto qui), eccomi ora a descrivere la seconda parte del mio viaggio, che ha toccato la città di Irkutsk ed è terminato a Vladivostok.

8° giorno – 20 settembre: da Novosibirsk a Irkutsk

Sul treno da Novosibirsk a Irkutsk viaggio in seconda classe, che poi altro non è che un vagone con scomparti da prima classe, in cui hanno aggiunto altri due letti. La differenza in termini di comodità e vivibilità è netta ed anche il treno è davvero vetusto per dirla tutta ed il bagno è in condizioni pessime, ruggine e calcare sono ovunque… spero di non averne bisogno oltre che per la pipì. Mi portano il pasto (non saprei dire se pranzo o cena), riso e pollo che consumo in fretta e cerco di rilassarmi il più possibile. La mia unica speranza è di non dover dividere questa stanza con nessun altro. Mi chiudo dentro e grazie a Dio è così. Punto la sveglia per l’arrivo ad Irkutsk e mi addormento.

Vengo svegliato l’indomani dal capotreno che mi chiede se ho qualche altro treno da prendere all’arrivo ad Irkutsk, visto che siamo in ritardo di 2 ore. A me non cambia nulla, per fortuna. Mi rimetto a leggere e cado di nuovo in un sonno profondo. Stavolta non mi sveglio davvero prima dell’arrivo ad Irkutsk il giorno dopo.


9° giorno – 21 settembre: Irkutsk

Il treno arriva ad Irkutsk accumulando altro ritardo.

L’ingresso nella città è strano: anche qui mi sembra che non ci sia un’identità vera e propria, ma magari questo mio giudizio è affrettato e soprattutto è dettato dalla stanchezza (questo treno e Novosibirsk mi hanno buttato un po’ giù) e dal morale basso (la Transiberiana si sta dimostrando parecchio dura).

Comunque all’uscita dalla stazione prendo un taxi per l’albergo. Il mio tassista non mi piace molto, così, a sensazione, e una volta in macchina (guida a destra), vedo che ha una mazza da baseball alla sua destra e il parabrezza quasi completamente spaccato….andiamo bene. Ormai sono su e posso fare poco. In 15 minuti sono al mio albergo ma mi chiede ben 4000 rubli cioè tre volte quello che ho pagato dall’aeroporto Sheremetyevo al centro città a Mosca, pazzesco! Non protesto neanche ma con lo sguardo lo mando a quel paese.

Scendo e vedo il mio albergo, l’Europa Hotel, un trionfo di stile liberty. Mi danno subito la camera che è piccolina, ma accogliente e graziosa. Sorrido nell’accorgermi che i riscaldamenti sono già belli caldi ed è solo il 21 settembre. Riposo un po’, visto che il fuso orario si sta divertendo alla grande con me, doccia ed esco per la cena: mi aspettano i blinis, caratteristici ravioli russi, e carne per secondo, il tutto accompagnato dall’immancabile the.

Dopo cena, molto buona, faccio due passi nei pressi del mio albergo e già da questo scopro che la città è molto più viva di Novosibirsk.

Guidano come matti però, ed ogni incrocio sembra un rodeo. Ora capisco perché molte auto hanno il paraurti anteriore danneggiato o mancante. Mentre passeggio mi sembra di trovarmi in uno di quei film ambientati nel klondike, sulla corsa all’oro…gente che va e rientra dal lavoro, gruppi di persone che discutono fuori dai locali.

Rientro in albergo con questa simpatica cartolina in testa e me ne vado a nanna.


10° giorno – 22 settembre: Irkutsk

Mi sveglio davvero riposato il giorno dopo, mi sentivo proprio un altro. Il tempo di fare qualche esercizio di stretching, una doccia, vestirmi e sono giù nel ristorante dell’albergo per la colazione, che è abbondantissima: c’è tutto quello che si può desiderare. Vado per la colazione europea con cereali, yogurt, caffè, cappuccino, frittelle buonissime, di tutto di più, così sono finalmente pronto per la città.

Per fortuna è una bella giornata, nel senso che è nuvoloso ma non abbastanza per piovere, ci sono molti sprazzi di sole, ma comunque si sente che sono in Siberia: sciarpa e piumino vanno benissimo. Attraverso Central park, molto bello e tranquillo con i colori dell’autunno, e la quasi totale assenza di gente che è a lavoro, ed esco in una via che dà sul centro della città. Passo davanti al teatro e rimango molto colpito dalla Chiesa del Santissimo Crocifisso, è imponente e bellissima e decido di entrare. Rimango ancora più a bocca aperta dentro: è tutto davvero opulento, sfarzoso, ma di una bellezza unica.

C’è un tale profumo dentro, una tale pace e tranquillità, che non mi accorgo del tempo che passa.

Mi incuriosisce molto il modo di pregare delle donne, che si coprono tutte il capo appena entrate in chiesa (scopro che è quasi un obbligo fare così, è scritto addirittura nella Bibbia), e si prostrano visibilmente durante le loro suppliche. All’inizio, prima di entrare, ammetto che faceva un po’ impressione quel luogo, al cui ingresso era stato salutato da alcuni canti bellissimi ma comunque ricchi di mistero, un po’ come quelli del film Dracula di Francis Ford coppola.

Irkutsk – Chiesa del Santissimo Crocifisso

Irkutsk – Chiesa del Santissimo Crocifisso

Dopo esservi rimasto per un po’, mi sento avvolto da una sensazione di dolcezza e tranquillità. Accendo qualche candela, presa per pochi rubli da una donna che mi pare essere la curatrice della chiesa, resto ad ammirare ancora un po’ le meraviglie di questa chiesa, e riprendo il mio giro.

Tutto intorno a me è un trionfo di stile liberty: casette e negozi sono molto particolari e in questa zona della città la stragrande maggioranza è in legno e le finestre, con tutti gli elementi decorativi, sono dei piccoli capolavori.

Irkutsk

Irkutsk – il fiume Angara

Bypasso lentamente lo stadio e mi avvio verso il lungofiume: la passeggiata lungo l’Angara, il fiume che attraversa la città, è davvero piacevole. C’è poca gente ma in compenso si sta meravigliosamente bene.

Irkutsk – monumento a Gagarin

Vedo il monumento all’imperatore Alessandro III, l’imperatore di tutte le Russie, e più avanti il monumento a Gagarin, il celebre astronauta russo.

Risalgo il fiume per un bel tratto fino al ponte Glazkovskiy, dove un signore del luogo, tutto sorridente, vedendomi con la fotocamera si offre di portarmi sulla nave del ponte. Peccato per me e per il mio russo davvero elementari, ma devo rifiutare la lezione. Con una parallela al precedente lungofiume rientro verso il centro città.

Passo davanti a 2 musei d’arte e alla galleria siberiana e percorro così la via principale, almeno così mi sembra, Karl Marx Street in cui mi sembra di essere a Parigi: caffè ovunque, vecchie auto, negozietti, mercati, si respira proprio l’aria della ville Lumière.

Irkutsk – Museo di storia

Proseguendo ancora monumenti, ce n’è anche uno dedicato ai vecchi mezzi militari sovietici, il museo di storia, la Sinagoga, il monumento a KUYBISHER, la galleria di Arte contemporanea, La Chiesa della trasfigurazione. C’è ancora una cosa da vedere ed è la chiesa KAZANISKY che già da lontano si preannuncia come imponente e bellissima.

Passo davanti al memoriale delle mogli di dicembre, eretto a memoria delle mogli che seguirono i mariti in esilio da San Pietroburgo.

Attraverso una parte non bella della città, sporca, impoverita, una sorta di ghetto, molto trafficato è molto commerciale, e dopo una bella camminata arrivo davanti alla chiesa Kazansky.

E’ fenomenale, enorme, bellissima: anche questa come le precedenti è circondata da un colorato e ben tenuto giardino.

All’ingresso della chiesa due statue imponenti compongono il monumento degli Arcangeli con molti dettagli in oro: le luci del tramonto accendono queste statue, ma dentro la Chiesa è qualcosa di incredibile.

Ogni cosa è accesa dalle luci del tramonto. Una ricchezza, un’imponenza che solo in poche delle nostre chiese ho visto prima. Cibo per gli occhi in ogni angolo, assolutamente da vedere.

Irkutsk – chiesa kazansky

Irkutsk – interno della chiesa kazansky

Nel tornare verso il mio albergo ripercorro buona parte di via Carlo marx, con tutti i caffè che adesso si sono riempiti: è proprio Parigi. Rientro che già tardi, e così vado direttamente a cena: stasera ravioli di carne in brodo d’anatra, katliety (una sorta di cotoletta) purè di patate e vino. Passeggio ancora un po’ prima di andare a nanna, ma so di andare via molto felice di ciò che ho visto.


11° giorno – 23 settembre: in treno

L’indomani, molto presto, scendo nella hall del mio albergo per il check out e colazione, e scopro di non essere l’unico a partire: ci saranno 50 cinesi che occupano tutta la sala per la colazione e con una montagna di bagagli. faccio colazione, scorte di acqua e vino per il viaggio e vado alla stazione in taxi, mentre fuori piove ed è molto freddo. Sul treno, complice la stanchezza generale ed il fuso orario, mi addormento quasi subito, ma non prima di aver assaporato ancora un’ultima volta il paesaggio fuori dal treno: questi posti sembrano veramente incantati.


12° giorno – 24 settembre: in treno

Mi sveglio dopo aver dormito davvero tanto, e faccio colazione con l’immancabile tè, biscotti e cioccolato. Tra le mie provviste per l’ultima parte del viaggio ci sono anche le bustine di caffè solubile che ho preso dall’albergo di Irkutsk. Una delle cose che ricorderò di questo viaggio è quanto siano belle di importanti le piccole cose della vita, come può esserlo una semplice bustina di caffè.

Dopo colazione, lavo i denti e mi metto a leggere. Inizio il quarto libro dall’inizio del viaggio, un romanzo italiano molto coinvolgente, tanto che lo finisco in un colpo solo. Il libro finisce quando la hostess del treno viene per chiedermi cosa voglio per pranzo: dopo pochi minuti arrivano un piatto di riso, del pollo e un dolce alla marmellata. Faccio su e giù per il corridoio del mio vagone, giusto per sgranchire le gambe, guardare fuori dal finestrino, e me ne torno nel mio piccolo regno. Ormai mi ci sono affezionato. Ascolto un po’ di musica, poi mi sintonizzo sulla TV del treno e guardo un vecchio film in bianco e nero, anche molto simpatico. Mi addormento e mi sveglio che è buio. Il fuso orario mi gioca brutti scherzi, così mi ritrovo alle mie 4:00 del mattino vispo come un grillo! Mi rimetto a leggere per conciliare il sonno ma in realtà ho scelto un altro libro coinvolgente e solo alle mie ore 10:00 finalmente mi addormento.


13° giorno – 25 settembre: in treno

Altro giorno, stessa routine. colazione, bagno, passeggiata, libro, musica, libro, pranzo, musica e sonno.

La cosa curiosa e interessante è che alla mia sinistra ho la Russia, e alla mia destra prima sempre la Russia, poi la Mongolia ed infine la Cina. Viaggio tra i giganti.

La cosa che più aspetto è l’alba di domani, quando sarò sul Pacifico.


14° giorno – 26 settembre: Vladivostok

E finalmente ci siamo! alle 7:30 entro a Vladivostok mentre si leva un’alba meravigliosa!

Alba su Vladivostok

Il mio viaggio è finito, quasi 10.000 chilometri in treno, fino ad arrivare sull’oceano che mi mancava, l’Oceano Pacifico!

Esco dalla stazione con un sorriso grosso così, prendo un taxi ed in men che non si dica sono nel mio albergo, l’Equator Hotel. E’ pieno di coreani e cinesi, e non è un granché, anche se la camera è accogliente e la colazione è fantastica. Riposo un po’ dopo essermi rimpinzato e me ne vado a letto. Dormo fino alle 11:00 locali, doccia, metto la tel’njaška, la tipica maglia dei marinai russi a strisce bianche e blu, e mi metto in giro per la città.

Vladivostok è piena di storia, ci sono monumenti ovunque ed il fattore mare ovviamente la fa da padrona.

Qui c’è la sede della flotta del pacifico, una delle più potenti al mondo. Arrivato al porto sono felice come un bambino e faccio foto a raffica, finché un militare mi intima di non fare foto. Eseguo il suo ordine e vado altrove.

Assisto all’imbarco dei marinai e mi tornano in mente i giorni in cui ero offshore.

La giornata, che nel frattempo è diventata pure fredda, volge al termine.

Vladivostock

Vladivostock by night

Ultima cena russa in un bellissimo ristorante, passeggiata per il centro della città sotto una leggera pioggia e rientro in camera.

Felice, aggiusto il mio bagaglio e vado a riposare un po’.

Domani torna a casa.


15° giorno – 27 settembre: rientro in aereo

Faccio una super colazione, e con un taxi in quasi un’ora sono all’aeroporto.

Sbrigo check in e controlli in un battibaleno e mi ritrovo a gironzolare per la sala d’attesa. Ho il tempo di fare qualche telefonata e comprare qualche souvenir e si decolla!

Il mio viaggio in Russia e sulla Transiberiana finisce cosi, stanco ma felice di tutti i magnifici paesaggi che ho visto.

Angelo

 


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