Roma – visita alla Domus Aurea

Daniela ci porta alla scoperta della Domus Aurea, al momento oggetto di restauro, che straordinariamente per tutti i week end del 2017 sarà visitabile al pubblico. un'occasione da non perdere!

Voglio suggerire una visita per coloro che  stanno organizzando  un viaggio a Roma e che probabilmente hanno già visitato i siti più conosciuti: si tratta della Domus Aurea, rivisitata e presentata sotto una veste nuova e  tecnologica.

Dal 4 febbraio al 31 dicembre 2017 è possibile visitare il nuovo cantiere che ha lo scopo di riportare alla fruizione dei romani e dei turisti altre parti della famosa domus di Nerone. Sfruttando la realtà virtuale, è stato realizzato un progetto site specific di realtà immersiva e video-racconto con installazioni multimediali che fanno uso delle più recenti tecnologie, come il video mapping su grandi superfici.

La storia della Domus Aurea

Ma perché “domus aurea”? Letteralmente la traduzione dal latino vuol dire “Casa d’oro”, e capirete bene che è stato usato molto di questo metallo prezioso per la creazione e l’abbellimento della domus di Nerone, ma anche perché era stata costruita in modo tale da essere inondata dal sole.

La domus fu costruita dopo il famoso incendio di Roma, in soli quattro anni, dal 64 al 68 d.C. sotto la guida di due architetti, Celere e Severo, e occupa un’area di 80 ettari, poggiata su tre colli: Palatino, Celio e Oppio.

La parte residenziale si trovava sul Palatino: era tradizione che l’imperatore abitasse su questo colle.

Sul Celio si trovava invece il ninfeo, un complesso di orti e giardini, verso l’attuale Colosseo si trovava il vestibolo, mentre su colle Oppio, l’unica parte visitabile, c’era il padiglione scenografico, sede di rappresentanza e riservato agli ospiti.

Una bella domus davvero! Pensate che, secondo Svetonio, Nerone disse, entrando per la prima volta nella casa:

“Bene! Finalmente posso cominciare a vivere come un essere umano” .

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La Domus Aurea come doveva apparire all’epoca di Nerone

La visita Guidata

La visita guidata inizia percorrendo uno dei corridoi “traianei” dove, su un muro viene proiettato un filmato che illustra velocemente la storia della Domus, dai tempi di Nerone ai mutamenti voluti da Traiano, fino ai tempi più recenti, durante l’ultima guerra, quando le gallerie furono usate come rifugio per gli sfollati.

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Domus Aurea – Corridoio Traianeo

Ma che c’entra Traiano? Nerone visse poco nella sua fastosa dimora perché presto condannato a morte.

I suoi successori, volendo cancellare il ricordo dell’odiato imperatore, secondo un rito pressoché identico nei secoli, si affrettarono a distruggere quello che potevano della fastosa domus.

Traiano, infatti,  la ricoprì tutta di terra , per costruirci le sue terme….quando si dice “ damnatio memoriae”…..d’altronde la domus aurea era odiata dalla popolazione perché costruita prima grazie alle espropriazioni dei beni dei cittadini più abbienti di Roma e dell’intero impero, e successivamente anche grazie al saccheggio di diverse statue appartenenti non solo ai templi di Roma, ma anche a quelli dell’Asia e della Grecia.

Questo però è stata una fortuna per noi. L’interramento di molte parti della domus ha reso possibile la conservazione quasi intatta dei suoi affreschi ad opera di Fabullo e dei suoi aiutanti rappresentanti scene mitologiche, animali fantastici, esseri ibridi e chimere secondo uno stile raffinato, incastonati in una architettura prospettica ed elegante.

Questi affreschi furono scoperti per puro caso, verso la fine del 1400 da un giovane romano caduto in una buca e divennero subito famosi tra i pittori dell’epoca che spesso si facevano calare nelle buche per studiare le fantasiose pitture. Pinturicchio, Raffaello, Michelangelo firmarono con il loro nome quelle mura e ne presero ispirazione per loro opere e nacque così la dicitura “ decorazione a grottesca”, dalla parola grotta appunto.

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le grottesche

La visita procede poi per le diverse parti del sito, fino ad arrivare alla sala della volta dorata: qui 25 postazioni consentono a ciascun visitatore di utilizzare in maniera autonoma i visori stereoscopici, chiamati oculus rift, una sorta di occhiali molto particolari che permettono di scoprire, in 3D, come era la domus al tempo di Nerone.

Ci si deve girare a 360° per apprezzare in pieno la pareti ricoperte di pregevoli marmi colorati e di  numerosi affreschi, la visione continua e si entra nel giardino, con alberi e fiori che sembrano veri, che si affacciava su Roma dalla parte del Colosseo, che , al tempo di Nerone, non esisteva, ma al suo posto l’imperatore aveva fatto costruire un lago artificiale, fatto poi prosciugare da Vespasiano che vi costruì al suo posto l’anfiteatro Flavio, che verrà in seguito chiamato Colosseo.

La visita prosegue per concludersi nella sala ottagona, lì la guida spiega come si vuole intervenire nel sovrastante giardino del Colle Oppio. Infatti le radici degli alberi hanno sicuramente minato la stabilità dei soffitti delle altre stanze della domus ancora da riportare alla luce, si dovrebbe togliere la terra sovrastante e costruire un impianto di drenaggio delle acque, un intervento lungo e molto costoso, infatti parte del prezzo del biglietto è destinato a questo intervento.

Informazioni Utili per la visita alla Domus Aurea

Dove: la Domus Aurea si trova in pieno centro di Roma, a due passi dal Colosseo. Con i mezzi ci si può arrivare facilmente tramite metro B fermata “Colosseo” e con gli autobus 85, 87, 810, 850.

Quando: La Domus Aurea è visitabile solo il sabato e la domenica, dalle 9.00 alle 16.45 (ultimo ingresso 15.30).  Negli altri giorni della settimana il cantiere infatti è aperto solo per gli addetti ai lavori.

Costo e durata: La visita dura circa 75 minuti, ed il biglietto costa 14€ + diritto di prevendita obbligatorio. La prenotazione alla visita è obbligatoria e si può fare on line, pagando con carta di credito, oppure telefonando al numero 06.39967700 dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 13.00  dalle 14.00 alle 17.00, il sabato dalle 9.00 alle 14.00. Le visite guidate sono oltre che in lingua italiana, anche in inglese, francese e spagnolo ma in orari dedicati. Si consigliano scarpe comode e una felpa abbastanza pesante non tanto per il freddo, ma per l’umidità, che , in alcuni punti, sfiora il 90 %. Prima della visita vengono distribuiti dei caschi forniti di retina, come protezione igienica, perché si entra in un vero cantiere di lavoro.

Il percorso è accessibile anche ai disabili in carrozzella,  eccetto l’ultima parte, perché si cammina su una passerella di metallo, piuttosto instabile.


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  1. Luigi MORANDOTTI says:

    Visita molto interessante e bene commentata.
    Speriamo che i lavori di restauro procedano velocemente

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