Visita alle Gallerie Campari

Visita alle Gallerie Campari: alla scoperta della storia del famoso marchio attraverso uno spazio espositivo bellissimo a Sesto San Giovanni. Un’immersione totale in 150 anni di arte e design nel segno dell’aperitivo italiano più famoso al mondo.

Chi non si è mai fatto almeno una volta nella vita un Campari??

Tutti gli appassionati conoscono i famosi aperitivi di colore rosso ma non tutti sanno che la loro storia è iniziata da un piccolo bar in piazza Duomo a Milano nella seconda metà del XIX secolo (e badate bene che lo storico iniziale “Camparino” della galleria Vittorio Emanuele era dove c’è l’attuale Autogrill,sulla destra, e solo successivamente si è spostato dall’altro lato dell’entrata della Galleria, dove è attualmente!!).

Girando su internet, ho scoperto quasi per caso l’esistenza e la possibilità di visitare le Gallerie Campari, un bellissimo uno spazio espositivo di circa 1000mq distribuiti su due piani, inaugurato nel 2010 a Sesto San Giovanni, per il 150° anniversario dell’azienda, dedicato alla storia della Campari.

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Queste Gallerie, che si trovano a Sesto San Giovanni nella palazzina in cui nel lontano 1904 sorse la prima fabbrica di produzione, sono visitabili gratuitamente ogni secondo sabato del mese e attraverso unicamente delle visite guidate (sempre gratuite). Così, dopo mesi in cui cercavo di andare a visitarle, finalmente sabato ci sono riuscita ed eccomi a raccontarvi di questo posto stupendo, pieno di storia, che vale assolutamente la pena visitare!

La storia ha inizio nel 1903 in Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Un misterioso aperitivo rosso a base di erbe e allungato col selz (il sifone era collegato alla cantina sottostante) ottiene grande successo tanto che Gaspare Campari, l’inventore, da perfetto imprenditore decide di investire nella classica “fabbrichetta”, che poi si è espansa fino a divenire ai giorni nostri il 6° produttore di alcolici al mondo.

Le sale di questa galleria ripercorrono la storia dell’azienda, dagli esordi quando lo sconosciuto liquorista Gaspare Campari sperimentò la formula dell’aperitivo, fino alla crescita del marchio a livello mondiale con il figlio Davide Campari e con le campagne pubblicitarie d’avanguardia da lui promosse, fino alla storia odierna.

Insomma, un viaggio di 150 di storia attraverso manifesti d’epoca, filmati pubblicitari (dai primissimi negli anni ’50 fino agli attuali spot), documenti e oggetti. 

 

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Sara, la nostra guida

Le campagne pubblicitarie

Ero in visibilio! Pensate, io che mi occupo di comunicazione, nel vedere tutte queste campagne pubblicitarie visionarie e davvero all’avanguardia … sono letteralmente impazzita!

Un esempio? Il famoso manifesto di Bruno Munari realizzato nel 1964 per l’inaugurazione della Metropolitana Milanese (la linea 1), una cui copia è custodita addirittura al MoMa di New York! L’obiettivo che ispirò l’artista fu quello di realizzare un’opera grafica dalle dimensioni illimitate che potesse essere letta da un treno in corsa: un manifesto stampato in un unico formato su fondo rosso, che mantiene ancora oggi la sua identità innovativa ed evocativa. Tra l’altro, questo fu in assoluto il primo poster pubblicitario attaccato in metrò a Milano.

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‘Declinazione grafica del nome Campari’ – Bruno Munari

La forte interazione tra arte, azienda e pubblicità è palpabile in tutte le sale della Galleria, e fa capire come, oltre ad un prodotto vincente da vendere, serviva anche una grande personalità per avere il coraggio di promuovere campagne futuristiche e talvolta anche scandalose: come il manifesto creato negli anni ’30 da Dudovich, nel quale il Campari è servito e bevuto da donne separate – hanno infatti la fede all’anulare destro – ed in pose ammiccanti…. Uno scandalo per l’epoca!

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Il manifesto anni ’30 di Dudovich

La fortuna della Campari è stata poi dovuta anche al design intramontabile della bottiglietta del Campari Soda: lo sapete che il bitter, primo aperitivo monodose al mondo, venne inventato negli anni ’30 per garantire la qualità del prodotto che veniva annacquato da baristi poco rispettosi della ricetta originale?

Un’altra curiosità legata sempre al design della famosa bottiglietta è questa: avete mai pensato che le goccioline sul vetro irregolare del bitter son volute per far reagire le papille gustative e far venire sete?

Avrei mille altre cose da raccontarvi su questa mostra, ma non voglio levarvi la sorpresa di quanto vi svelerà la guida (la nostra guida, Sara, è stata davvero brava!), quindi vi lascio con un paio di foto che abbiamo scattato e con le informazioni più precise per visitare queste gallerie!

Non dovete assolutamente perdervele!

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GALLERIA CAMPARI – INFO PRATICHE

Via Gramsci 161, Sesto San Giovanni, Milano. (metro MM1 Festo FS)

Visitabile gratuitamente:

– dal martedì al venerdì con visite alle ore 14.00, 15.30 e 17.00

– ogni secondo sabato del mese con le visite guidate nei seguenti orari: 10.00, 11.30, 14.00, 15.30 e 17.00

Per informazioni e prenotazioni: Sito web – tel: +39 02 62251 mail: galleria@campari.com


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  1. martina says:

    Bell’articolo e ottimo spunto per chi vuole visitare la città in maniera anche un po’ alternativa, fuori dalle solite cose elencate su ogni guida turistica. ci andrò di sicuro!!!

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