Le Langhe, un enogastronomico week end tra le colline di Barolo

Le Langhe, un enogastronomico week end tra le colline di Barolo

Il week end scorso (aprile 2012) , con la scusa dei nostri 30 anni, abbiamo organizzato una gita fuori porta in terra piemontese, nelle Langhe e nel Roero.

Già tre anni fa eravamo stati in questi posti, ma poiché avevamo trovato brutto tempo, avevamo ripiegato solo sul cibo e su una visita al castello di Racconigi (tra l’altro consigliatissimo).

Questo week end è stato un tripudio di sole e caldo, che ci ha permesso di andare in giro per questi fantastici luoghi ed assaporarne la natura incontaminata e assai poco turistica.

00Sabato mattina con calma siamo partiti alla volta di Alba, facendo una breve tappa sul Po nella zona di Alessandria. La città cuneese, patria del tartufo e della nutella, non è niente di che, almeno in questo periodo dell’anno. Forse sarebbe meglio visitarla durante la fiera internazionale del tartufo in autunno, in cui si riempie di stand e bancarelle con il pregiato tubero. Vista in questo periodo, mi è sembrata una semplice cittadina un po’ desolata e con poche cose da vedere.

La tappa più importante e desiderata del pomeriggio è però stata senza dubbio la visita alla cantina Ascheri a Bra (www.ascherivini.it): questa è una cantina antichissima, fondata nel 1880, che produce ben 250.000 bottiglie all’anno tra Barolo, Nebbiolo, Barbera, Dolcetto d’Alba, Gavi e Moscato.

Dopo aver visitato le cantine, dove la signora ci ha spiegato dove, come, cosa e quanto producono, abbiamo effettuato una degustazione dei vini da loro prodotti e ci siamo quasi ubriacati a furia di assaggiarli… meno male che la signora ci aveva preparato dei taglieri di formaggio e salumi per stemperare un po’ i fumi dell’alcool!!! I vini che mi sono piaiciuti di più sono stati il Gavi, un buonissimo vino bianco, e il Moscato… strabuoni! Il barolo invece, nonostante i suoi prezzi esorbitanti, non mi ha entusiasmata particolarmente: c’è da dire che comunque io di vino non me ne intendo affatto, e questo forse è il motivo per cui il barolo non mi sembrava particolarmente più buono di altri vini assaggiati sempre lì.

Dopo il giro nelle cantine siamo arrivati nel B&B, molto carino e accogliente (Al calar della sera, a Sommariva del Bosco) e poi via pronti per la cena in quel fantastico ristorante in cui eravamo già stati 3 anni fa: il cenacolo a Sanfrè.

Comunque se capitate in queste zone, andate in questo ristorante, aperto solo su prenotazione, che a 26€ e menu fisso ti fa assaporare piatti tipici del luogo e vini prelibati.In verità a dirla tutta, questo week end era stato organizzato con il solo obiettivo di rimangiare in questo locale, dove avevamo assaggiato la fantastica battuta di fassona, carne cruda tagliata al coltello… direi che i ricordi erano veritieri visto che abbiamo fatto il bis e qualcuno anche il tris di questo antipasto!

La mattina dopo con un sole bellissimo e cielo terso decidiamo, anche su consiglio del proprietario del B&B, di non andare a visitare Asti ma di fare un giro per i paesini delle Langhe, assaporando anche la bellezza dello stare in macchina attraversando vigneti e colline.

Abbiamo iniziato il nostro giro da Pollenzo, sede dell’Università di Scienze Gastronomiche, dove oltre all’università e alla chiesa abbiamo visitato l’anfiteatro romano, dove a partire dall’alto medioevo furono costruite delle case rurali appoggiate sulle strutture di fondazione dell’anfiteatro.

Ripresa la macchina abbiamo preso la direzione di La Morra, un piccolo paesino a 500 metri s.l.m. dalla cui piazza alta si gode di un panorama a 360° unicamente di vigneti da cui verrà prodotto poi il famoso Barolo.

All’ora di pranzo ci siamo diretti poi a Barolo: la prima cosa che colpisce di questo paesino è il diverso posizionamento del suo nucleo urbano rispetto a quello dei paesi limitrofi, addossati intorno alla sommità di un colle o lungo un crinale.Il paese chiude infatti una valletta e si trova adagiato su una specie di altopiano, a forma di sperone, protetto dai rilievi circostanti, disposti a guisa d’anfiteatro. Il paesino è più vivo rispetto agli altri visitati precedentemente, ma anche questo non ha ancora sviluppato un senso per il turismo: ci sono pochi locali dove mangiare, pochi negozi dove poter acquistare: forse il barolo è vendutissimo nel mondo, ma i turisti che fisicamente passano per questo paesino non sono tanti.

Barolo

Barolo

Ci fermiamo a mangiare in un bar e rimaniamo ad assaporare la calma e la bellezza della natura per una buona oretta.

Ormai però è ora di riavviarci verso casa, e nel tragitto per riprendere l’autostrada facciamo un’ultima tappa a Neive. La parte storica, avvolta ad anelli intorno all’antico ricetto, è per fortuna ancora tutta da vedere. Il castello non esiste più, ma è rimasto l’impianto medievale della cittadina con le case dai tetti rossi addossate le une alle altre. Dall’alto del centro storico si gode di una  splendida vista sulle vigne circostanti, che producono il famoso Barbaresco.

LangheApr2012-081

 Insomma, questo week end è stato un week end dedicato al cibo, al vino e alla scoperta di questi paesini avvolti da vigneti. Davvero una zona in cui vale la pena di trascorrere un paio di giorni, in autunno forse meglio (con l’uva sulle vigne).

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