Isole Azzorre: racconto di viaggio di una vacanza all'insegna della natura

I #raccontidiviaggiodegliamici oggi ci portano nelle lontane e bellissime Isole Azzorre, grazie a Nadia e Lorenzo che ci raccontano il loro viaggio di oltre 2 settimane in questo paradiso della natura. Perse nel cuore dell’Oceano Atlantico, pressoché equidistanti fra Europa e America, le isole Azzorre sono uno di quei posti che tutti vorrebbero visitare, per un viaggio immersi nella natura, vera protagonista di queste isole. Leggendo questo racconto e vedendo le loro foto non ci si stupisce a scoprire che le Azzorre sono state inserite dalla Lonely Planet tra le destinazioni Best in travel del 2017! Sono un vero e proprio paradiso!

Sognavamo di visitare le isole Azzorre da tempo, e finalmente nell’estate del 2016 siamo riusciti ad andarci! Con questo racconto di viaggio cercheremo di darvi tutte le informazioni necessarie per pianificare un viaggio in queste isole!

Informazioni utili per pianificare un viaggio alle isole Azzorre:

Come arrivare alle Azzorre:

Nadia a Fajal – Azzorre

Non esistono voli diretti da Milano alle Azzorre. Tutti fanno scalo a Lisbona. Ne abbiamo quindi approfittato per visitarla per circa 3 giorni. Io la adoro mentre per Lorenzo era la prima volta, volevo mostrargli com’è il Portogallo continentale e cogliere poi insieme le differenze con ciò che ci aspettava di lì a pochi giorni.

Il collegamento tra continente e isole è operato da SATA Airlines con tutti gli aeroporti della isole (sì, ogni isola ha il suo piccolo scalo). Negli ultimi anni si sono aggiunte anche delle compagnie low cost come RyanAir o EasyJet, che arrivano esclusivamente a São Miguel la principale isola delle Azzorre

Come spostarsi sulle isole e dove dormire:

Lorenzo nella foresta di bambù a Sao Miguel – Azzorre

Su ogni isola che visiterete avrete bisogno di prenotare un’auto per girare a vostro piacimento e fermarvi ad ammirare paesaggi mozzafiato. Noi abbiamo fatto l’errore di non prenotare con sufficiente anticipo e ci siamo ritrovati fortunatamente solo a São Jorge senza mezzo di locomozione, ma siamo ugualmente riusciti a goderci il tempo a disposizione su quest’isola. Le compagnie di auto noleggio sono Ilha Verde (che mi sento vivamente di sconsigliare) e Autoatlantis. La difficoltà che abbiamo riscontrato con Ilha Verde è stata che i loro uffici sono spesso chiusi e basano l’orario sulla riconsegna indicata al momento della prenotazione, qualsiasi cambiamento è quindi un problema. Vi consiglio eventualmente di chiamarli prima e verificare se è possibile un cambio di programma. Inoltre le auto che ci hanno dato erano abbastanza usurate e in un caso abbiamo dovuto cambiare categoria di auto per indisponibilità.

Relativamente agli hotel anche per questa parte di organizzazione è necessario che vi muoviate per tempo per non finire troppo lontano dai centri urbani. Noi abbiamo avuto problemi sempre a São Jorge, dove abbiamo dovuto aggiungere un trasferimento in taxi di 20 minuti dal porto di Velas a Calheta dove si trovava il nostro alloggio. Fortunatamente avevamo prenotato in ostello e abbiamo potuto usufruire della cucina.

Quanti giorni stare e quali isole visitare:

Al netto di Lisbona, siamo stati 17 giorni sull’arcipelago (dal 10 al 31 luglio del 2016) e abbiamo passato in media 3 giorni su ogni isola. Abbiamo deciso di visitare 5 delle 9 isole:

  • São Miguel, l’isola Verde appartenente al gruppo orientale insieme a Santa Maria;
  • Faial l’isola Azzurra,
  • Pico la Grigia,
  • São Jorge la Bruna
  • Terceira la Lilla che con Graciosa formano il gruppo centrale.

Abbiamo invece dovuto rinunciare per la distanza e la mancanza di altri giorni di ferie a Corvo e Flores che formano il gruppo delle occidentali.

Azzorre racconto viaggio itinerario

il nostro itinerario

Tutte le isole sono di origine vulcanica ma si sono formate in tempi diversi e le loro caratteristiche sono estremamente differenti. Nella scelta dei luoghi da visitare e delle attività da fare su ognuna abbiamo cercato di non ripetere le stesse esperienze proprio per valorizzare e sfruttare al massimo ciò per cui si contraddistingue un’isola dall’altra.

Su São Miguel siamo atterrati a Ponta Delgada con un volo RyanAir da Lisbona, poi abbiamo proseguito sempre in aereo ma con SATA per Horta (Faial). Le altre tre isole le abbiamo raggiunte con i traghetti della AtlanticoLine: a Madalena (Pico) da Horta sono 20 minuti di traghetto; a Velas (São Jorge) altri 50 minuti e infine 3 ore per raggiungere il porto di Angra do Heroísmo sull’isola di Terceira dal porto di Calheta (São Jorge).

Quanto ci è costato?

Specifico che sono prezzi relativi all’intera vacanza comprendente quindi della parte di soggiorno a Lisbona e che noi abbiamo prenotato tra la fine del mese di maggio e inizio giugno.

Gli spostamenti: la spesa per tutti gli spostamenti è stata di circa 800€ a testa, così suddivisa: per gli aerei abbiamo speso circa 550€ per 5 voli; i 3 traghetti sono costati una cifra irrisoria che non supera i 45€ a testa totali; i noleggi auto circa 250€ a testa per una dozzina di giorni (ovviamente suddivisi sulle diverse isole).

L’alloggio: gli hotel, prenotati tramite Booking.com, ci sono costati una fetta considerevole del budget, circa 800€. In media sono 40€ a testa al giorno. Non è un prezzo proibitivo ma devo dire che sulla qualità dei servizi avremmo potuto fare di meglio. La questione è che l’offerta non è molto ampia quindi prima vi muovete a organizzare e meglio sarà.

Mangiare e attività extra: per quanto riguarda il cibo ci siamo trovati bene, pesce buono a poco prezzo, carne e formaggi ottimi, i Pasteis de nata vengono sfornati anche sulle isole (anche se i migliori li mangerete a Belém a Lisbona). A spanne dovremmo aver speso a testa 600€.

L’accoglienza da parte della gente del posto è stata meravigliosa. Persone sempre disponibili e ben accoglienti.

Devo ammettere che a differenza di altri viaggi non mi sono dedicata prima della partenza alla lettura nel dettaglio di quello che ogni isola aveva da offrire, ma ciò mi ha aperto anche a un nuovo modo di affrontare la vacanza, forse più rilassato. Per fortuna gli spostamenti mi hanno dato il tempo di leggermi le pagine relative a ogni isola prima di arrivare sulla stessa e di decidere gli spostamenti dei giorni successivi. Non avendolo ancora fatto vi consiglio questa guida: “Azzorre”, della Dumont che contiene anche una ottima cartina staccabile da noi molto utilizzata.


Le isole da Visitare:

São Miguel

Azzorre racconto viaggio itinerario

Ortensie

São Miguel è l’isola più grande, la più popolosa e la più sviluppata in termini economici e di servizi. È il nostro primo impatto con l’arcipelago delle Azzorre. Alloggiavamo  dentro a un giardino botanico, nell’hotel ricavato dalla Casa dell’epoca situata all’interno e che sinceramente sconsiglio perché poco pulito, molto umido e con colazione scarsa (si chiama Hotel Casa do Jardim). Il parco invece è molto carino anche se di dimensioni ridotte.

Ponta Delgada è la “capitale” delle Azzorre e gli azzorriani delle altre isole nutrono una certa gelosia nei suoi confronti. Qui risiede la presidenza della Provincia Autonoma delle Azzorre, mentre quella esecutiva e giudiziaria si trovano ad Angra do Heroísmo sull’isola di Terceira.

Il clima che ci accoglie è quanto di più atlantico ci si possa aspettare. Il tempo è molto variabile, i momenti di pioggia non mancano ma l’estate rimane il periodo migliore per visitare l’arcipelago.

Non possiamo fare a meno di rimanere incantati dagli enormi cuscini di ortensie blu punteggiati di rosso, arancio o giallo di altri fiori che orlano le strade da percorrere per raggiungere i panorami sui due laghi vulcanici dell’isola: Sete Cidades e Lagoa do Fogo.

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Sete Cidade

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Lagoa do Fogo

Entrambi bellissimi anche se il mio preferito rimane il secondo, molto più selvaggio e misterioso, soprattutto perché si mostra ai nostri occhi dopo uno squarcio nelle nuvole in cui siamo immersi da qualche giorno.

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Ilheu

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Su quest’isola segnaliamo inoltre un’escursione all’Ilhéu de Vila Franca do Campo proprio di fronte all’omonima cittadina per provare l’ebbrezza di un tuffo in pieno oceano, qualche ora immersi nella piscina di calda acqua ferrosa di color giallastro del Parco Terra Nostra (e una visita all’interno parco) e una visita alle piantagioni di ananas della Quinta Arruda alla Faja de Baixo vicino a Ponta Delgada e all’unica piantagione di tè Gorreana in Europa.

Su ogni isola sono state introdotte coltivazioni esotiche in confronto alla vegetazione locale (soprattutto caffè, banani, fichi, tè) e visitandole potrete conoscere e capire le logiche dei primi colonizzatori.


Faial

Su Faial le attrattive principali sono Capelinhos, una zona di terra emersa intorno al 1957 dall’eruzione di un vulcano che si trova proprio attaccato alla costa e che ne ha modificato la forma in 13 mesi con 2,4 km2 di nuova terra di cui ad oggi ne resta un terzo a causa dell’erosione dovuta al mare e agli agenti atmosferici.

Immancabile un’escursione al faro abbandonato, sopra il vulcano ormai spento e nella zona costiera antistante per ammirare, incantarsi e riflettere sulla forza della natura. Consigliata la visita al museo, situato sottoterra, per comprendere al meglio la genesi e l’evoluzione, non solo del vulcano Capelinhos, ma di tutto l’arcipelago azzorriano.

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Capelinhos

Altra attrattiva fondamentale è il whale watching o più semplicemente avvistamento delle balene.

Le Azzorre sono luogo di passaggio, bisogna informarsi su quali specie di cetacei sono presenti nel periodo in cui organizzerete la vostra vacanza per non rimanere delusi. L’avvistamento non è un’escursione facile se si soffre la barca perché l’oceano è piuttosto infido. Vi consiglio di informarvi il giorno prima direttamente sul posto con la compagnia con cui volete fare l’escursione. Noi abbiamo scelto il Peter Cafè. Loro offrono escursioni con dei piccoli yatch a differenza di altre compagnie che escono coi gommoni. La visuale è più dall’alto e così, a meno che non siate tanto fortunati da vedere una balena saltare fuori dall’acqua, riuscirete a vedere meglio i cetacei.

Il Peter Cafè in realtà è un caratteristico pub che si trova sulla via principale di Horta, verso il Monte da Guia dove si trova un bel museo in una ex fabbrica di lavorazione della carne di balena. Al Peter Cafè consigliatissimi i loro toast. Andateci un po’ fuori orario perché è molto frequentato, non vi preoccupate cucinano a qualsiasi ora.

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molo

Consigliatissima una passeggiata sul molo proprio di fronte al Peter Cafè, troverete murales di equipaggi provenienti da ogni angolo del pianeta e comprenderete il ruolo di primo piano che giocano tuttora le Azzorre nell’Atlantico e le sfide affrontate da centinaia di marinai per attraversare l’oceano.

Bellissimo il panorama della vetta -sempre accompagnata dalle sue nuvole- del monte Pico dell’omonima isola proprio di fronte e a pochissima distanza da Faial.


Pico

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Viti nell’isola di Pico

Pico è l’isola che mi ha sorpresa di più. È denominata l’isola grigia e credo che la motivazione risieda nel fatto che è un’isola dove il basalto è predominante. Il suo monte principale era un vulcano e ha una forma quasi perfettamente conica. Supera i 2300 m sul livello del mare e se lo volete scalare dovrete arrivare alla Casa de Apoio e pagare l’ingresso al parco, poi vi attendono varie ore di salita.

Noi non eravamo attrezzati e abbiamo rinunciato ma credo che questa escursione sia un valido motivo per il quale varrà la pena tornare su quest’isola e quindi alle Azzorre.

Durante questa giornata abbiamo quindi girato l’isola in macchina, visto il monte Pico da tutte le angolazioni possibili, fotografato mucche, tori, vitelli e cavalli allo stato brado nei pascoli di torba nella zona delle Caldeiras e preso un po’ di sole nella piscina dell’hotel con vista sui vigneti. Sì, vigneti.

Pico è l’isola sulla quale si è maggiormente sviluppata l’attività vinicola, o meglio sta tornando alla ribalta dopo un periodo di abbandono. Le viti furono portate dai primi coloni. Noi abbiamo deciso prima di visitare un’azienda vinicola A Buraca e di assaggiare i loro vini e liquori e poi di dare un’occhiata ai Lajidos de Santa Luzia.

I lajidos sono degli enormi campi di lava a ridosso del mare. Se avete presente ciò che succede alle Hawaii quando la lava incontra il mare, questi sono ciò che vedremmo lì tra milioni di anni. Gli uomini presero una parte di queste rocce per costruire i muretti a secco di separazione tra le viti piantate nelle fessure della roccia. Una coltivazione non proprio facile, che venne abbandonata anche a causa dell’emigrazione massiccia avvenuta nel corso del XX secolo. Oggi il governo supporta il recupero di queste coltivazioni anche grazie al riconoscimento di queste zone come patrimonio dell’UNESCO. Passeggiando o viaggiando in auto si notano vigneti risistemati in cui il contrasto tra il grigio e il verde rende questi paesaggi veramente incredibili e affascinanti e altri ancora dove molto lavoro sarebbe da fare.

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Per ultimo ho lasciato la descrizione dell’esperienza che più mi ha colpito in questa isola e cioè la visita di un tunnel di lava di 5 km, la Gruta das Torres, visitabile però per poche centinaia di metri solo con una guida (raccomando quindi di prenotare la visita anticipatamente telefonando o passando direttamente). Si entra con caschetto, scarpe da trekking, felpa e torcia. La grotta non è illuminata, è sconnessa, è umida, è buia. La nostra guida a un certo punto ci ha fatto spegnere tutte le torce e ci ha comunicato che i nostri occhi non si sarebbero mai adattati perché c’era il buio più assoluto, nessun raggio di luce penetrava lì in fondo. Gli esseri viventi che abitano questa grotta sono quasi inesistenti a parte due specie di insetti e un fungo che tappezza le pareti e che è assolutamente vietato toccare perché impiega centinaia di anni per crescere. Qua e là si può vedere qualche scritta proprio sulle pareti infestate. Risalgono a metà del ‘900 quando la grotta fu casualmente scoperta da degli abitanti dell’isola. Si vedono delle date, dei nomi e graffiti vari.

Ma la cosa più straordinaria per me è stata che alla mia domanda: “non ci sono stalattiti nella grotta?” la guida ci ha spiegato che il tunnel è di un’era relativamente recente e ci ha mostrato una mini stalattite di neanche 1 cm di altezza. Questo mi ha fatto domandare quanto tempo ci abbiano impiegato a formarsi grotte come quella di Frasassi e le conseguenti riflessioni sul tempo. Le uniche vere stalattiti del tunnel sono ancora più incredibili: gocce di roccia di basalto fusa. Le parole non riescono bene a spiegare l’esperienza, bisogna viverla per forza per capire.


São Jorge

São Jorge è l’isola meno turistica ed è dove abbiamo riscontrato le maggiori difficoltà in termini di prenotazione di auto a noleggio e hotel. Per quanto riguarda le auto, beh, semplicemente non ce n’erano! Erano tutte prenotate, da internet o da agenzia, non c’era più alcuna disponibilità. Abbiamo dovuto arrangiarci con i taxi. Appena scesi dal traghetto quindi siamo saltati su un taxi e ci siamo fatti portare all’ostello vicino a Calheta, paesino in cui non c’è molto da vedere e in cui ha sede un’azienda di tonno (di cui abbiamo portato a casa scatolette a volontà).

Su quest’isola sono molto famose le fajãs, superfici pianeggianti che si formarono in riva al mare. La parte Nord dell’isola ha per lo più fajãs dovute a smottamenti di terra e roccia che precipitarono per effetto di scosse sismiche o erosione, quella a Sud a corsi di lava che penetrarono in mare.

Fajas

Noi abbiamo deciso di farci portare da un taxi prenotato tramite la reception dell’ostello al parco eolico a circa 700 m s.l.m. da cui parte un trekking abbastanza impegnativo ma che permette di immergersi nella natura, di godere di panorami mozzafiato e di avere incontri ravvicinati coi bovini che pascolano pacifici.

Dall’ostello la vista sull’isola di Pico resta anche in questo caso straordinaria.

Se da Faial la si ammirava per la sua altezza, data l’imponenza del monte Pico, da São Jorge la si può ammirare per tutta la sua lunghezza. 

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il panorama dall’ostello


Terceira

Questa è stata l’ultima isola che abbiamo visitato. Arrivati al porto dopo un viaggio in traghetto non proprio rilassante in quanto per metà del tragitto si è navigato in pieno oceano con dei bei cavalloni che hanno causato un malessere diffuso a quasi tutto l’equipaggio del traghetto, siamo accolti da un paesaggio urbano un po’ più storico e strutturato rispetto a quelli a cui ci eravamo abituati.

Angra do Heroìsmo è una città deliziosa che mostra una discreta attenzione al patrimonio architettonico e si contende con Ponta Delgada l’appellativo di “capitale”. In tempi passati Angra è stata addirittura la capitale dell’intero regno Portoghese e questo orgoglio si fa notare anche nel riconoscimento da parte dell’UNESCO di patrimonio mondiale.

Angra

Su quest’isola ci dedichiamo sempre a esplorazioni naturalistiche prendendoci mezza giornata di relax nella zona balneare delle piscine di Biscoitos, visitando delle fumarole di zolfo e un’altra grotta derivante da una grossa bolla di gas formatasi durante una colata lavica. Durante quest’uscita facciamo caso alla presenza di tori neri che pascolano in altura e tornando verso la città la nostra attenzione è catturata da un assembramento di persone al lato di una strada presso delle costruzioni simili a piccoli ranch. Ci fermiamo e veniamo a conoscere meglio una delle attrattive sociali più sentite dagli abitanti del posto: la Tourada à corda. È una specie di Corrida ma si svolge lungo la strada principale del paese oppure sulla spiaggia. Il toro è tenuto da 5 mandriani all’estremità di una lunga corda e si batte con persone comuni che con ombrelli o mantelle di fortuna lo provocano alla carica. Lorenzo non voleva perdersi questo evento e dopo esserci informati su internet raggiungiamo un anonimo paesino in cui si sarebbe svolta la tourada. La fortuna ci assiste e raggiungendo una zona piuttosto elevata e al sicuro dalla furia del toro conosciamo un’amabile vecchietto che parlava perfettamente inglese in quanto emigrato in California 50 orsono. Ogni estate tornava a Terceira, la sua patria natia, e ci ha tenuto compagnia raccontandoci tante di quelle cose sul Portogallo, sulle Azzorre, sugli azzorriani, sulle tradizioni, sull’emigrazione, e anche sulla sua vita, che non basterebbe un altro articolo dedicato per raccontarle!

la Tourada

Ciò che ci ha suscitato sono riflessioni profonde sulla percezione da parte di noi europei continentali di una parte di Europa immersa nell’Atlantico, sul loro spirito contraddittorio di indipendenza e il legame con il Portogallo, sul rapporto con l’altra parte dell’Atlantico e il senso di riconoscenza per l’accoglienza e le opportunità ricevute ma anche il forte richiamo a delle isole uniche.

L’ultimo giorno dobbiamo dirigerci verso Lajes dove si trova l’aeroporto e l’aereo che si riporterà sul continente. Decidiamo di fare una strada alternativa alla veloce superstrada che collega Angra al terminal per cogliere da posizione elevata della Serra do Cume la geometria degli innumerevoli muri di pietra e delle siepi d’ortensia che delimitano i pascoli di Terceira. La vista arriva ovviamente fino al mare e rimaniamo incantati dai colori e ci facciamo cullare dal silenzio e dall’aria che fa muovere le grandi pale eoliche a due passi da noi.

Cume

A São Jorge un ragazzo spagnolo che aveva attaccato bottone con Lorenzo ci aveva messo in guardia sul fatto che quest’isola non offrisse grandi attrazioni e invece è stato smentito perché le alternative sono talmente tante che solo se cerchi delle cose specifiche rimarrai deluso dalle Azzorre ma se viaggi con lo spirito di immergerti in un’altra cultura, di scoprire luoghi e persone tanto diversi da quelli cui si è abituati allora è impossibile restare insoddisfatti!

Per quanto riguarda il cibo ci siamo trovati bene, pesce buono a poco prezzo, carne e formaggi ottimi, i Pasteis de nata vengono sfornati anche sulle isole (anche se i migliori li mangerete a Belém a Lisbona).

L’accoglienza da parte della gente del posto è stata meravigliosa. Persone sempre disponibili e ben accoglienti.


Consigli finali:

  • Prenotare autonoleggi e hotel un bel po’ di mesi prima di partire;
  • Se state sulle strade principali non sarà necessario prenotare un 4×4; le auto non si potevano spostare da un’isola all’altra, quindi vi toccherà noleggiarne una diversa su ogni isola;
  • Non è indispensabile prenotare prima i traghetti ma è fondamentale controllare gli orari perché non tutti i giorni sono garantiti i collegamenti; aggiungo che non è una cattiva idea passare all’ufficio di vendita biglietti (dentro il terminal del porto) per chiedere conferma della partenza del proprio traghetto (anche se a noi è successo un cambio di programma e siamo stati avvisati per tempo tramite e-mail. Quindi prenotate da un indirizzo che consultate! E, sempre telefono carico e con internet attivo!);
  • TravelGum, Xamamina, braccialetti, tutto l’occorrente per evitare il mal di mare.
  • Il meteo è variabile nel vero senso della parola, quindi: valigia variabile! E tenetene conto se prenotate con le low cost perché dovrete pagare a parte la stiva;
  • Organizzatevi per passare meno tempo possibile negli aeroporti, sono piccoli e hanno pochissimo per intrattenervi. Nonostante ciò sono forniti di un ottimo servizio wi-fi;
  • Nonostante abbiano molto turismo dagli Stati Uniti non abbiamo trovato un alto livello di conoscenza della lingua inglese tra la gente comune o nei bar/ristoranti ma anche in alcuni hotel. Tranquilli, dopo qualche giorno masticherete un perfetto portoghese!

Spero di avervi fatto venire voglia di visitare queste bellissime isole che a me sono rimaste davvero nel cuore!

Se avete altre curiosità o volete informazioni più specifiche, lasciate un commento qui in fondo all’articolo e cercherò di aiutarvi!

Nadia e Lorenzo

 


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  1. Peccato che non avete visto Flores e Corvo, davvero TOP!
    Comunque grazie dei consigli, ne ho tenuto a mente mentre preparavo il mio viaggio alle Azzorre 🙂

  2. marica says:

    ciao! avendo meno giorni a disposizione (abbiamo solo 10 giorni pieni) quali isole consigli di fare e quale lasciarsi per un eventuale nuovo viaggio? o farle comunque tutte come voi ma dedicando meno giorni a ognuna?

    • Nadia says:

      Mi sento di consigliarti di concentrarti sul gruppo delle isole centrali che sono 5 e potrete vedere e fare un bel po’ di cose diverse. Inoltre, essendo vicine, vi potete spostare coi traghetti che hanno un costo molto basso. Fare lo stesso itinerario suggerito in 10 giorni mi sembra impossibile

  3. Proprio la settimana scorsa, guardando una mappa del mondo, ho scoperto che le Azzorre sono più vicine di quanto credessi XD le facevo sperdute chissà dove! Quante ore di volo ci vogliono da Lisbona?

  4. Bellissimo articolo, pieno di informazioni utili per aiutarci a pianificare un viaggio alle Azzorre, ma da cui traspare anche quello che queste isole vi hanno trasmesso.
    Mi avete fatto venire voglia di visitarle!!!!!
    Bravi bravi bravi!

    • Nadia says:

      Grazie! Le emozioni che abbiamo provato è proprio ciò che speriamo arrivi ai lettori del nostro articolo!

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